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Sabtu, 22 Februari 2014
Tweet di Renzi: incarico tosto e difficile, ma ce la faremo. Moglie e figli al giuramento
Selasa, 18 Februari 2014
Consultazioni a tanbur battente di Renzi
ROMA - Consultazioni alla Camera dei deputati 'a rullo di tamburo' per il premier incaricato Matteo Renzi, che in mattinata a incontrato le delegazioni dei partiti 'minori' come Centro Democratico e Gal. Nel pomeriggio invece è la volta dei 'big'. E qui iniziano i primi attriti. Il segretario della Lega, Matteo Salvini, ha infatti sparato ad alzo zero: "Emerge un desiderio di riaccentrare competenze e soldi e se è così noi non ci siamo e la Lega è dall'altra parte della barricata". Tutt'altra musica invece da parte di Scelta Civica: "Noi ci siamo in prima linea", dice Stefania Giannini, segretario del partito. Il giro di consultazioni si concluderà domani con i due maggiori partiti, Pd e Fi. Il Movimento 5 Stelle farà decidere gli iscritti con un referendum on line su come comportarsi. 'L'assemblea dei portavoce del MoVimento 5 Stelle in Parlamento sta discutendo se andare da Renzie per le consultazioni. Ci sono posizioni differenti', hanno spiegato Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio sul blog.
Minggu, 16 Februari 2014
Renzi ad Alfano: io vado avanti, se no si va al voto. Questione anche di poltrone
FIRENZE - Matteo Renzi è in stand-by, è sicuramente il presidente del Consiglio incaricato, ma il Colle - messo in allarme dalle parole di Angelino Alfano - ha rinviato l'annuncio a lunedì per consentire una domenica di trattative, di messa a punto degli accordi della coalizione. Ma il sindaco mette sull'avviso l'alleato Ncd: "Non mi farò imbrigliare, queste sono solo resistenze di paura. Io vado avanti, se no si va al voto. Che Alfano tanto non vuole".
La lunga domenica di Matteo Renzi è iniziata con la messa a Firenze, seguita da un incontro con Diego Della Valle, patron di Tod's con il quale aveva già condiviso parte della serata sabato assistendo al match di campionato tra Fiorentina e Inter. Al termine dell'incontro, avvenuto in un hotel del centro fiorentino, né Renzi, néDella Valle hanno rilasciato dichiarazioni. Poi Renzi è risalito sulla sua auto ed è ripartito presumibilmente per Roma, dove nel pomeriggio - con ogni probabilità - ci sarà un "faccia a faccia" proprio con Alfano, un summit fondamentale per spazzare via l'ipotesi di un rinvio, di un allungamento dei tempi per la formazione del nuovo esecutivo.
I nodi tra il segretario Pd e il Ncd, comunque, non sarebbero solo di natura meramente politica e programmatica: in ballo, in realtà, ci sarebbero poltrone fondamentali nel governo come quelle del ministero dell'Economia e quella del Viminale, che Alfano non vorrebbe mollare; Renzi, invece, pensa a Franceschini come ministro dell'Interno. Poi, certamente, verrà discusso anche il programma di coalizione: tra l'altro, richiesto da Napolitano ancora prima che dal Ncd e dagli altri alleati di coalizione. Insomma, la blitzkrieg di Renzi non avrà i tempi sperati dal protagonista: la fiducia parlamentare entro la settimana sembra difficile se non addirittura improbabile.
Napolitano darà lunedì l’incarico a Renzi
ROMA - "Massima rapidità" alle consultazioni per dare poi "spazio" a Matteo Renzi e permettergli un lavoro "sereno" nella definizione di squadra e contenuti di governo. Si sono chiuse così ieri sera le consultazioni al Quirinale e il capo dello Stato lunedì mattina affiderà al segretario del Pd l'incarico di formare questo secondo l'esecutivo a guida Dem. Al termine di una giornata considerata utilissima e ricca di spunti dal Quirinale, sembra quasi che il presidente tema che un eccesso di fretta porti a programmi improvvisati, nomi ad effetto per la squadra e quindi a un risultato a rischio effimerità, foriero di futuri non voluti contrasti nella maggioranza.
Ncd mette i suoi paletti - Angelino Alfano rimane estremamente guardingo e tratta sia sul numero dei ministri che sul programma. Soprattutto ha voluto stoppare voci e veleni che sussurravano di una possibile entrata di esponenti di Sel nell'esecutivo: "non possiamo immaginare di cambiare natura all'esecutivo spostandolo a sinistra: se la composizione della coalizione si sposterà a sinistra con l'entrata di altre forze, noi diremo di no", ha premesso. Per poi assicurare l'apertura al Governo Renzi chiedendo anche lui al giovane sindaco di non avere fretta.
Berlusconi: opposizione responsabile - Formale e inusualmente compassato, Silvio Berlusconi ha confermato a Napolitano e poi ai giornalisti che resterà all'opposizione, ma che si tratterà di un'opposizione "responsabile". E che manterrà i patti con Renzi sulle riforme. Segnale positivo per il presidente che ha dovuto ingoiare le critiche di M5s per aver ricevuto al Quirinale il Cavaliere "pregiudicato" e "decaduto".
La visibilità (chiesta) dai piccoli partiti - Poi ci sono i piccoli partiti che chiedono visibilità, cercando di alzare la voce in avvio di trattativa. Scelta Civica ha dato la propria disponibilità ad appoggiare Renzi ma ha chiesto "un segnale molto chiaro e molto forte di discontinuità" rispetto al passato governo, accompagnato da "una condivisione precisa di un contratto di coalizione". E se Bruno Tabacci ricorda forse non a caso che Centro democratico è sì una "formazione piccola ma che è stata decisiva per vincere il premio di maggioranza alla Camera", Nichi Vendola rassicura a distanza Alfano che l'idea che Sel possa entrare nel governo è "fantapolitica" perché Renzi ha già fatto virare il Pd a destra.
Le controconsultazioni dei grillini - M5s ha risposto con sue "contro consultazioni" davanti a Montecitorio. "Hanno paura delle elezioni, perché le vinciamo noi", ha detto arringando un centinaio di attivisti il capogruppo alla Camera Alessandro Di Battista. D'altronde per Beppe Grillo le consultazioni sono "un'immensa presa per il culo".
Rabu, 12 Februari 2014
Futuribile governo Renzi: c’è già il totoministri
ROMA - Veloce e discontinuo. Il governo Renzi che potrebbe arrivare entro il weekend, dovrebbe nascere sotto questi due attributi. In attesa di capire se il Premier Letta cederà, già impazza il totoministri. Il sindaco di Firenze potrebbe arruolare tante nuove reclute: da Paolo Mieli ad Alessandro Baricco per la Cultura, da Tito Boeri e Andrea Guerra per l'Economia, da Oscar Farinetti per l'Agricoltura a Michele Vietti per la Giustizia.
In attesa che l'incontro Letta-Renzi previsto per oggi dia risposte sul futuro di Palazzo Chigi, circolano già i nomi dei nuovi ministri. Tanti infatti, i cambiamenti al vaglio dell'ex rottamatore.
Vice Presidenza del Consiglio - La posizione potrebbe rimanere al leader di Ncd Angelino Alfano al quale, però, verrebbe tolta la responsabilità del Viminale.
Ministero dell'Economia - I successori di Fabrizio Saccomanni potrebbero essere dei "tecnici", figure quindi attinte dalla finanza e dalle istituzioni internazionali e non dalla politica. Si fa il nome di Andrea Guerra, amministratore delegato di Luxottica, ma anche quello del professore Tito Boeri, e del vicesegretario generale dell'Ocse Piercarlo Padoan.
Ministero degli Interni - Al Viminale potrebbero andare Graziano Delrio o DarioFranceschini.
Ministero degli Esteri - La Farnesina andrebbe a Enrico Letta, ma se, come pare, la staffetta non sarà "consensuale" Emma Bonino resterebbe al suo posto.
Ministero della Giustizia - Quasi certa la sostituzione di Anna Maria Cancellieri con un nuovo nome. Si fa stada quello di Michele Vietti, vice presidente del Csm.
Ministero del Lavoro - Anche Enrico Giovannini avrebbe le ore contate: sulla sua poltrona potrebbero atterrare Guglielmo Epifani, ex sindacalista e segretario del Pd nella transizione Bersani-Renzi, ma non sono esclusi i nomi di Andrea Guerra di Luxottica e del prof. Tito Boeri, già fatti per il dicastero dell'Economia.
Ministero dello Sviluppo Economico - Andrea Guerra è considerato papabile anche per questo terzo ministero, insieme a Maurizio Martina esponente della corrente Dem interna al Pd. In ogni caso, Flavio Zanonato sarebbe rottamato.
Ministero della Difesa - Due signore potrebbero rimpiazzare Mario Mauro. I nomi sono per ora quelli di Federica Mogherini e Roberta Pinotti.
Ministero della Cultura - Sono outsider due dei quattro candidati a questo dicastero per ora in mano a Massimo Bray: "papabili" lo scrittore Alessandro Baricco e il giornalista e storico Paolo Mieli. Ma se le logiche della politica risultassero più forti rispetto a quelle della competenza, avrebbero buone chance pure Dario Franceschini e Gianni Cuperlo.
Ministero delle Infrastrutture - A Maurizio Lupi di Ncd potrebbe succedere il sindaco Pd di Bari, Michele Emiliano.
Ministero dell'Agricoltura - L'erede della dimissionata Nunzia De Girolamo, potrebbe essere il patron di Eataly Oscar Farinetti.
Ministero delle Riforme - A Gaetano Quagliariello potrebbe seguire la giovane esponente Pd Maria Elena Boschi.
Ministero dei Trasporti - Questa delega resterebbe in mano a Maurizio Lupi che al momento ha pure quella alle Infrastrutture.
Ministero dei Rapporti con il Parlamento - A Dario Franceschini seguirebbe l'attuale vice presidente della Camera, Roberto Giachetti.
Ministero dell'Ambiente - Quotata la conferma di Andrea Orlando.
Ministero della Sanità - Anche in questo caso non ci sarebbero modifiche e Beatrice Lorenzin resterebbe al suo posto.
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