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Jumat, 12 April 2013

Beyond ( 2010 )

Leena sta festeggiando assieme a suo marito e alle loro figlie il giorno di Santa Lucia. Una telefonata a casa avverte che sua madre è ricoverata in gravissime condizioni all'ospedale e ha espresso il desiderio di rivederla un'ultima volta. Se per Leena questo vuol dire profonda crisi perchè ha passato gran parte della sua vita a cancellare con grande pervicacia il suo passato, il marito prende l'iniziativa di portarla dalla madre.E intanto affiorano i ricordi di infanzia di Leena, lei figlia di immigrati finlandesi in Svezia ( integrazione difficile sia linguistica che sociale) , costretta suo malgrado a tutelare un fratellino più piccolo ed evitare che i genitori , vittime della dipendenza da alcool , facciano più danni di quelli che fanno già.
Fino a quel brutto giorno in cui i servizi sociali portano via lei e il fratellino per affidarli a una struttura protetta. Intanto oltre al riaffiorare di questi ricordi, Leena si confronta al capezzale con la vecchia madre morente in un crescendo di dolore....
Beyond rappresenta l'esordio dietro la macchina da presa di Pernilla August, già attrice bergmaniana, già ex moglie del più famoso ( o famigerato a seconda dei punti di vista ) Bille August e con questo film ha vinto ha vinto il Premio Settimana Internazionale della critica al festival di Venezia del 2010.
Un premio che non sorprende non perchè ci troviamo di fronte a un capolavoro, perchè così non è, ma perchè ci troviamo di fronte al classico film da festival specializzato, un drammone a tinte fosche con una struttura fatta con flashback a incastro in cui si fa un ampio excursus della vita di una ragazzina, Leena, a cui hanno rubato troppo presto l'infanzia e lo si alterna alla sua vita di adulta normale medioborghese, mediamente felice, con una bella famiglia, un marito amorevole, senza troppi problemi economici e una riconciliazione mancata con il suo passato doloroso.
Il fulcro del film è tutto qui: se i figli sono pezzi 'e core anche le mamme lo sono e Beyond descrive in modo anche un po' artificioso il travaglio della Leena adulta che quasi non si vuol far contaminare dal ricordo della sua infanzia, lo tratta come un qualcosa da rimouovere totalmente dalla propria vita.
Il film della August naturalmente urla Bergman ad ogni inquadratura ma anche Ibsen nel suo essere caratterizzato da duelli all'ultimo sangue tutti giocati all'interno di quattro mura soffocanti.
La storia che appassiona di più è senza dubbio quella della Leena bambina e del suo essere così responsabile a un'età così verde, colpisce il suo amore per un fratellino meno attrezzato di lei a sopportare le brutture che la vita gli propone e la sua delicatezza nel cercare di nascondere in che brutta situazione entrambi vivano.
E il segreto che la Leena adulta si porta dentro è proprio il rimorso per non essere riuscita a fare di più per quel fratellino tanto amato e da cui è stata divisa a forza.
Naturalmente un film di attori come questo vive sulle performances dei protagonisti e qui sono tutti di ottimo livello: da Noomi Rapace qui al suo ultimo film prima di fare il definitivo salto dell'Oceano Atlantico per andare a Hollywood per girare il secondo capitolo di Sherlock Homes, a Ola Rapace ( marito,ormai ex,  di Noomi, stesso nome d'arte, che aggiunge al tutto un tocco di spontaneità in più ), fino alla prova della giovane Tehilla Blad, nella parte della Leena bambina, recitata con grande intensità a trasporto.
Curioso che la giovane Tehilla abbia già nel suo curriculum varie apparizioni nella serie Millennium, quella che ha dato la notorierà a Noomi Rapace, recitando nella parte della giovane Lisbeth Salander...
Beyond non è sicuramente un film imprescindibile ma è notevole il lavoro della August sugli attori e sulle emozioni che scoppiano violente in una parte finale che ha il sapore di una chiusura definitiva col passato senza essere per questo troppo consolatorio.
Perchè talvolta l'amore non riesce a vincere su tutto.

( VOTO : 6,5 / 10 ) 

Beyond (2010) on IMDb



Jumat, 01 Februari 2013

Kon-Tiki

Thor Heyerdahl , esploratore di lungo corso, nell'immediato dopoguerra è alla ricerca di finanziatori per riuscire a verificare la sua teoria: secondo lui gli abitanti della Polinesia sono dei discendenti di una civiltà precolombiana arrivati su  quelle isole partendo da est e non da ovest come sempre creduto.Per fare questo vuole dimostrare che è possibile fare lo stesso loro viaggio, con gli stessi loro mezzi , a bordo di una zattera , chiamata Kon-Tiki, uno degli antichi nomi del dio Inca del sole. Trovati i soldi, partirà dalle coste del Perù assieme ad altri cinque temerari per un viaggio di circa 8000 mila kilometri tra tempeste e incontri che sfiorano la poesia.
Un viaggio di 101 giorni prima di riuscire a toccare di nuovo terra.
La vicenda di Thor Heyerdahl è una storia vera da lui stesso raccontata in un libro tradotto in moltissime lingue e in un documentario che vinse l'Oscar nel 1951.
Questa versione cinematografica arriva a rinfrescare una storia probabilmente ignota per i più, soprattutto alle nostre latitudini.
E cerca di farlo nel migliore dei modi: per essere un film europeo si respira aria di kolossal ( budget stimato circa 16 milioni di dollari secondo imdb.com), nella prima parte le ricostruzioni ambientali sono piuttosto curate  mentre nella seconda parte è la bellezza del mare e delle sue profondità che la fa da padrona.
Aiutato da una fotografia magnifica, il film riesce a evitare quasi del tutto le trappole della retorica e dell'agiografia in una narrazione che non fa mai sentire il peso che potrebbe avere un film ambientato all'interno di una zattera.
La regia invece riesce a mantenere alto il climax emotivo bilanciando al meglio tutto quello che succede nella zattera, con i vari conflitti che sorgono tra i componenti dell'equipaggio, tenuti assieme però dalla volontà incrollabile di portare a termine la missione, e le insidie ( o gli incontri straordinari) che vengono proposte dall'immensità del mare che stanno solcando, armati solo di vele e di una zattera coi rami legati e incollati.
Il viaggio del Kon-Tiki diventa così un sogno da far diventare realtà, un esempio dell'abnegazione totale, della passione e della forza di questi sei eroi per caso che in un contesto storico particolare ( siamo nel 1947, è appena finita la Seconda Guerra Mondiale con tutto il suo carico di morte e di distruzione, per rinascere occorrono storie dall'afflato epico come queste) firmano un'impresa leggendaria che da una parte rinnova il mito legato agli esploratori norvegesi e dall'altra dimostra che è possibile partire da zero per ottenere la realizzazione dei propri sogni.
Proprio quello che serviva a un mondo sull'orlo del tracollo economico e alla disperata ricerca di un appiglio per tirarsi fuori dalle secche della povertà.
Per questo Thor Heyerdahl e i suoi colleghi di avventura non sono più solo norvegesi ma  illustri cittadini del mondo.
Kon- Tiki è il viaggio di un sogno che si tramuta in realtà grazie a uomini coraggiosi e determinati , consapevoli che questa impresa che per il suo enorme valore scientifico non appartiene solo a loro ma a tutta l'umanità.
Eppure non è solo scienza: questa è la storia di un gruppo di uomini che hanno saputo lanciare il cuore oltre l'ostacolo aspettando la tredicesima onda per riuscire a galleggiare sopra la barriera corallina.
Stavolta l'epica non lascia spazio alla retorica.
Per fortuna esiste altro cinema oltre Hollywood.

( VOTO : 7,5 / 10 ) 

Kon-Tiki (2012) on IMDb

Selasa, 22 Januari 2013

Dead Snow ( 2009 )

Otto studenti universitari si stanno dirigendo verso una baita immersa nel candore della natura innevata in un remoto fiordo norvegese. Giusto per passare un weekend a rilassarsi e a cazzeggiare con una motoslitta di cui sono dotati. Aspettano un'altra collega che però non arriva. La prima sera ricevono la visita di uno strano figuro che li avverte che lì' intorno è infestato di fantasmi dei nazisti che avevano occupato la zona nella Seconda Guerra Mondiale. Naturalmente la prendono tutti a ridere ma quando in un vano nascosto sotto il pavimento trovano un piccolo tesoro in monete d'oro antiche si accorgono che non sono soli. Ci sono dei nazisti zombies che li assediano e che vogliono un pezzo di loro...
Non so quanti horror la Norvegia sforni ogni anno ma non credo che siano molti: se poi a tutti accade come a me di vederne due in pochi mesi e accorgersi che per la prima metà sono praticamente identici, beh non è una bella cosa. L'altro film di cui sto parlando è Cold Prey ( di cui abbiamo già parlato qui ) in fondo una simulazione di slasher americano niente male.
Dead Snow per la prima metà si comporta da simulazione della simulazione: totalmente derivativo, anche noiosetto , con una serie di personaggi poco o nulla interessanti capaci solo di ascoltare canzonette alla radio e sfondarsi di birra i rispettivi fegati.
Poi la situazione cambia: dopo una scena abbastanza scult di sesso in latrina ( e guarda caso la signorina che concede le sue grazie lo fa a l'unico poco appetibile sessualmente, con una bella panzetta in fuorigioco e addominali scolpiti a forza di braciole di renna e birrette ) finalmente la mattanza ha inizio. E siamo già a metà film.
Ora la trovata è talmente ridicola ( quella di zombie vestiti di tutto punto con la divisa nazista) da essere metabolizzata senza problemi: alla fine tutto è meglio di una prima parte indigeribile.
Le cose vanno molto meglio perchè Tommy Wirkola la cinepresa la sa usare in modo veramente degno , crea un efficace contrasto tra riprese in campo lunghissimo e scontri ravvicinati dove volano sangue frattaglie e fegatini in grande quantità e soprattutto non perde mai di vista una certa ironia sbracata che è sempre presente anche nelle scene più concitate.
Certo la verosimiglianza è una chimera perchè come al solito i cellulari non prendono e i ragazzotti pensano bene che dividersi sia la cosa migliore di fronte all'assalto dei nazizombies.
Così abbiamo degli idioti che sanno come confezionare una molotov casalinga ma non sanno neanche tirarla bruciando la casa in cui sono rifugiati, amputazioni di braccia per non diventare zombie appena prima di essere morsi proprio lì dove fa più male e tante altre amenità assortite che si pongono a mezza strada tra la commedia becera e l'horror.
Il fan dello zombie movie e dello splatter ha comunque pane per i suoi denti perchè i trucchi sono molto ben realizzati , la computer grafica se c'è non si vede e si preferiscono soluzioni più caserecce , tipo la buona vecchia cotenna del maiale per una scena di autosutura.
Rinforzata poi con il nastro adesivo, non si sa mai.
C'è poi una raffica di citazioni che vanno da Die Hard a La casa di Raimi ma tanto che lo dico a fare, ognuno avrà piacere a trovarne più possibili.
Dead Snow è il classico filmetto da popcorn, birra e rutto libero con gli amici che decolla con la classica mezz'ora di ritardo.
Eppure gli americani ( e i tedeschi con la borsa piena  di euri ) hanno visto qualcosa in Tommy Wirkola visto che gli hanno affidato sceneggiatura e regia di Hansel e Gretel: Cacciatori di Streghe , budget 60 milioni di dollari, che da noi uscirà a fine febbraio.

( VOTO : 5,5  / 10 )  Dead Snow (2009) on IMDb