Tampilkan postingan dengan label black comedy. Tampilkan semua postingan
Tampilkan postingan dengan label black comedy. Tampilkan semua postingan

Minggu, 13 Oktober 2013

Small Apartments ( 2012 )

Dentro il suo piccolo appartamento in un condominio nella parte sud di Los Angeles Franklin Franklin suona il suo gigantesco corno alpino sognando di trovarsi da qualche parte in mezzo alle Alpi Svizzere. Ma le cose sono appena un po' complicate: ha  ucciso il padrone di casa il cui corpo fa bella mostra di sè in mezzo al salotto e non sa come sbarazzarsi del suo cadavere . Decide allora di portarlo lontano da occhi indiscreti e più per caso che per reale volontà gli dà fuoco. L'investigatore assicurativo Burt Walnut si mette ad indagare e cerca di interrogare i suoi strani vicini. Intanto Franklin scopre che suo fratello Bernard, da tempo ricoverato in una specie di manicomio, è morto.
La situazione si fa sempre più difficile.
Jonas Akerlund di professione fa il regista di video musicali e occasionalmente viene prestato al cinema e quando lo fa cerca comunque di lasciare il segno.
Era il caso di Spun , sgradevole toxic movie ed è il caso di questo sgradevolissimo Small Apartments.
Attenzione: sgradevole non equivale a brutto . Sgradevole è quello che il regista mostra con indubbio stile: esistenze squallide in locations altrettanto squallide, derive esistenziali sull'orlo della pazzia e anche oltre, solitudini ostinate che sconfinano nella psicopatologia, esseri umani talmente ai margini che forse non somigliano più nemmeno a esseri umani.
E' il caso di Franklin Franklin ( il Matt Lucas della serie supercult Little Britain) , essere totalmente glabro con fisico esageratamente curvilineo che sembra più un alieno sceso in terra per chissà quale incantesimo che un umano. In casa gira in mutande ( quelle del nonno, I suppose) ma spesso anche quando esce si mostra praticamente come mamma l'ha fatto. Però non esce mai senza indossare la sua parrucca di peli pubici; anzi ne ha un campionario.
Accanto a lui ci sono figure sempre ai margini ma forse più normalizzate: sono solo uomini e donne sgualciti dalla vita che fanno, come il suo vicino di casa che sta cercando di uscire dal tunnel della droga, la sua amica che per un pacchetto di sigarette si fa dare una strizzatina alle tette o il vecchio artista che come una civetta controlla tutto e tutti dal suo appartamento.E una parola merita anche il detective delle assicurazioni interpretato da Billy Crystal che anche lui sembra uno a cui è passato il 38 sbarrato in faccia.
Akerlund rimesta nel torbido di questi personaggi grotteschi usando più la sciabola che il fioretto, stimolando più una reazione di repulsione che di empatizzazione e azzecca la sequenza del ritrovamento del cadavere di Mr Olivetti, un cult totale: si riesce a ridere a crepapelle riguardo al ritrovamento di un cadavere bruciacchiato male e con mezza faccia fatta saltare con una fucilata.
Per il resto il film magari non offre moltissimo perchè soprattutto nella seconda parte tutto diventa più faticoso per la solita ansia di chiudere tutto velocemente ( anche con un pizzico, forse anche più di un pizzico, di immoralità).
Anzi no, una cosa la offre a piene mani: il suo look da film indie americano esasperato  che  qualcuno potrebbe anche non gradire ma  già avere dei personaggi di questa risma  in scena basta e avanza per questo film e per un altro paio di film ancora.
E Dolph Lundgren , perchè c'è anche lui, in versione mora e occhialuta nei panni di un professore guru motivatore, vale da solo il prezzo del biglietto.
Da noi uscito direttamente in dvd.

( VOTO : 7 / 10 )

Small Apartments (2012) on IMDb

Sabtu, 17 Agustus 2013

Amiche da morire ( 2013 )

Gilda si è trasferita da tempo in un'isoletta siciliana dove tra gli sguardi famelici degli uomini, quelli invidiosi delle donne e quelli malefici delle anziane esercita il mestiere più antico del mondo. Crocetta cerca disperatamente un uomo ( anche su internet...miticpuntoitti!) ma nessuno la vuole sia per il suo aspetto non propriamente da vamp sia perchè si è guadagnata fama di jettatrice, Olivia si è sposata col più bel pescatore del paese ma la sua testa è un florilegio di protuberanze ( dicansi corna) e lei non ne può più. Anzi quando va nella grotta del marito a chiedere un chiarimento scopre che è anche un rapinatore di banche e lo uccide con una pistolettata in fronte, più per caso che per volontà. Le altre due hanno assistito, c'è un mucchio di soldi in ballo che ha lasciato il fedifrago rapinatore e le tre donne, pur nella loro assoluta diversità, sono costrette a diventare "amiche". Da morire.
Ogni tanto fa piacere parlare bene di un film italiano che risulti in qualche maniera piacevole ed emerga dallo sconfortante panorama cinematografico italiano.
E' il caso di questo Amiche da morire, debutto al cinema di Giorgia Farina che lo ha anche cosceneggiato, che riesce a distinguersi in un asfittico cinema italiano per suoi meriti e non per mancanza di concorrenza .
Una commedia al femminile, merce non comunissima al cinema, italiana per giunta, che fa leva su tutti gli stereotipi possibili e immaginabili del maschio italico, vero animale da esposizione, qui sbertucciato alla grandissima in un film che parla di sud e di meridione, una specie di limbo sospeso tra pratiche arcaiche e mefistofeliche modernità, da una prospettiva assolutamente femminile e femminista.
Gli uomini sono ottusi, sessisti e fondamentalmente stupidi se è vero che solo il commissario riesce minimamente a capire il gioco delle tre prima di essere deviato per altri lidi dalla sua carica ormonale.
E le donne del paese hanno tutte mille occhi e mille orecchi, tutte pettegole e linguacciute.
Giorgia Farina gioca anche su stili e aspetti fisici delle sue tre ottime protagoniste: la parte della prostituta a una Gerini prorompente, la parte della moglie virginea ( fa anche la depositaria delle chiavi del santo) alla diafana Capotondi che sfoggia un accento siculo da esportazione, lo stesso messo in mostra dalla Impacciatore, bravissima come al solito, che con la sua cascata di capelli neri corvini e i suoi lineamenti marcati , agghindata in una certa maniera ha proprio il physique du role della jettatrice.
La struttura del film ricorda un po' quella delle commedie anglosassoni ambientate in provincia, con sfumature noir, in cui la verdissima campagna inglese è sostituita dall'assolato panorama pugliese ( il film è girato in Puglia anche se si parla di un'isoletta siciliana e i locali parlano siculo).
Farsa e tragicommedia vanno a braccetto, omicidi e risate, tra un morto ammazzato e una processione del santo , la strana amicizia cresce col passare dei minuti e si dimostra a tenuta stagna anche contro le anziane linguacciute che si chiedono cosa abbiano da spartire tra di loro tre donne così diverse.
Le tre protagoniste mostrano una discreta alchimia tra di loro mostrando tutta la loro verve comica in un film che passa velocemente e diverte in maniera semplice, con delle gags efficaci.
Fondamentale l'apporto dei comprimari, soprattutto il coro femminile formato dalle anziane del paese , un coacervo di voci e volti senza il quale il film avrebbe perso molta della sua vis comica.
Comunque una visione piacevole , colorata e che si sposa bene con la canicola estiva.

( VOTO : 6,5 / 10 )

Amiche da morire (2013) on IMDb

Jumat, 16 Agustus 2013

Pain & Gain - Muscoli e denaro ( 2013 )

Daniel Lugo, culturista che fa il trainer in una palestra di Miami, la Sun Gym, è stanco della sua vita fatta di pesi, steroidi e donne obese da rimettere in forma. Vuole vivere la sua personalissima versione del Sogno Americano e così mette al corrente due suoi conoscenti, Adrian Doorbal, uno che a furia di farsi di steroidi per ingrossare i muscoli ha seri problemi di impotenza, e Paul Doyle, appena uscito di prigione, criminale di mezza tacca che fa convivere le sue attività criminali con una specie di vocazione religiosa.
Lugo ha una splendida idea in testa: rapire un facoltoso cliente della palestra, spingerlo a firmare la cessione di tutte le sue proprietà a lui e godersi assieme ai suoi amici il frutto della malefatta dopo aver fatto sparire il rapito.
Procedono ma tra il dire e il fare c'è di mezzo l'oceano e gli steroidi di cui si imbottiscono non è che facilitino le funzioni cerebrali....
Pain & Gain - Muscoli e denaro celebra il ritorno di Michael Bay ( detto maicolbei ) a un cinema di dimensioni produttive molto più contenute , circa 25 milioni di dollari che sono sempre tanti ma in confronto ai budget con cui è abituato a lavorare sono praticamente una bazzecola.
Il suo stile muscolare è sempre lì, fatto di dolly acrobatici e di estenuanti carrelli circolari ma almeno il frastuono metallico di Transformer(d)s è relegato in un angolino dell'orecchio.
Perchè anche questo è un film che fa rumore ma lo fa in maniera un po' diversa, qualcosa di più genuino.
Non avrei mai detto di pronunciare nella stessa frase Michael Bay e bel film.
Perchè stavolta ha fatto un bbbb.....film....
Cioè volevo dire che Pain & Gain- Muscoli e denaro è un bbbbbb... spettacolo....
Vabbè non ci riesco.
Diciamo che al di là dei suoi difetti mi sono divertito e pure parecchio con questo film, l'ennesima versione di un Sogno Americano stavolta snaturato,decerebrato e annebbiato dagli steroidi come le menti dei tre banditi che messe insieme fanno più danni di una catastrofe nucleare.
Del resto se il loro capo, che è quello che ha le idee più brillanti, è uno che dice di chiamarsi Daniel Lugo e di credere nel fitness...che cosa ci dobbiamo aspettare?
La cosa che fa riflettere di questo film è che sia tratto da una storia vera, portata alla luce da un giornale, il Miami New Times che ha parlato per la prima volta della banda dei culturisti della Sun Gym.
Vien da pensare subito che la realtà supera come al solito la più fervida delle immaginazioni e ben si capisce come una storia come questa, cinematografica come poche, possa attirare la fantasia di registi e sceneggiatori.
C'è tutto: dalla farsa alla commedia, dalla demenza pura alla furia assassina, donne , macchine veloci, droga , bikini fosforescenti che lasciano poco spazio all'immaginazione e chi più ne ha più ne metta..
E c'è un analisi sociale impietosa se è vero che il rapito dopo cinque minuti vien voglia di passarlo al microonde e i tre banditi alla fin fine risultato dei ragazzi simpatici e alla mano in un totale ribaltamento dei ruoli..
Col vizietto dell'omicidio e dell'estorsione ma son quisquilie.
Certo Michael Bay non è Tarantino, aspira allo stile di Michael Mann nel suo Miami Vice avvicinandosi solo esteriormente e non vale nemmeno un unghia dei Coen ( i riferimenti più vicini) che con una storia come questa avrebbero sguazzato letteralmente come bambini felici, anzi ha uno stile registico ipervitaminizzato come quello del fu Tony Scott , eppure questo film funziona, ti fa passare due orette nel sollazzo assoluto.
E per uno che è abituato a stordire gli spettatori a colpi di ferraglia arrugginita , non è un cattivo risultato.
Ho avuto anche modo di leggere la storia di Daniel Lugo and company e un'altra riflessione mi vien da farla: il film è tratto da una storia vera , però molto aggiustata cinematograficamente e in una particolare sequenza compare la scritta " questa è ancora una storia vera".
La cosa bella è che quella particolare sequenza in cui si dice che quella è ancora una storia vera è totalmente inventata dagli sceneggiatori. E qui viene in ballo il solito dicorso di realtà e illusione  e di come il cinema riesca a sfumarne i contorni. In maniera adorabile.
Certo son particolari ma andando a rileggere la storia vera di Pain & Gain - Muscoli e denaro si scoprono tante cosette interessanti: il vero Lugo non ha conosciuto la sua vittima in palestra, non era single ma con una moglie e un ex moglie alle spalle,entrambe con un piccolo ruolo nella storia, non è lui che uccide il mafioso nella sua casa ma Doorbal, è stato sempre Lugo e non Doyle a cuocere al barbecue le mani del mafioso e della sua donna slava, non è stato arrestato in un rocambolesco inseguimento alle Bahamas ma dentro un albergo, il personaggio di Paul Doyle, interpretato da The Rock, non ha un corrispettivo reale ma è la sintesi di altri tre personaggi coinvolti nella storia.
Positive le prove degli attori: Wahlberg è pompatissimo ma quando appare in scena The Rock sembra rachitico.
E The Rock sta miglorando parecchio anche come attore.
Ecco , questa sono riuscita a dirla e non me lo sarei mai aspettato....

( VOTO : 7 + / 10 ) 

Pain & Gain (2013) on IMDb

Rabu, 26 Juni 2013

Killer in viaggio ( 2012 )

Tina ha una madre terribile che cerca di intromettersi in tutto quello che fa castrandone ogni ambizione , ha un terribile senso di colpa per la morte del suo cane avvenuta in circostanze grottesche e ha un ragazzo, Chris, non precisamente un Adone, che l'ha finalmente convinta a fare un giro in roulotte alla ricerca di angoli di Inghilterra curiosi e dimenticati. Ma la vacanza da idillio presto si trasforma in un viaggio nell'incubo. Chris fa venir fuori il suo lato malato e Tina lo asseconda in un percorso che pullula di cadaveri....
Chris e Tina, a cui danno vita i bravissimi Chris Oram e Alice Lowe anche autori di soggetto e sceneggiatura, sono rappresentanti della società più mediocri che medi e proprio per questo nella loro graduale trasformazione in spietati serial killer ( ma c'è una battuta in cui lui dice che comunque non è nuovo a omicidi & affini ) riescono a far esondare dallo schermo un misto di sorrisi e inquietudine.
Il sorriso scaturisce da come è girato il film , comprese le esplosioni inconsulte di violenza assassina ( all'inizio non intenzionale ma poi, come spesso succede, ci prendono quasi gusto), che sono incastonate spesso in sequenze di tenore abbastanza leggero e che poi improvvisamente si trasformano in qualcosa d'altro.
L'inquietudine nasce proprio dalla loro mediocrità conclamata, sono i classici tipi della porta accanto con un physique du role più da tappezzeria che da serial killer.
Eppure scoprono una passione malsana in quello che fanno, che serve ad eccitarli un po' in tutti i sensi.
La storia di questi due serial killer on the road però procede su binari abbastanza standardizzati , le dinamiche della coppia Chris / Tina sono piuttosto prevedibili come l'esclation di pazzia che li porterà a gesti sempre più eclatanti.
In qualche maniera lo stile sbilenco e transgenere di Ben Wheatley ( autore di un piccolo cult molto apprezzato qui a bottega intitolato Kill List di cui potete leggere qua ) sembra quasi addomesticato e ci si chiede quanto la longa manus di Edgar Wright, il deus ex machina di autentici cult da idolatrare senza compromessi come Shaun of the dead e Hot Fuzz,  in questo progetto abbia influenzato, più o meno concretamente, lo stile altrove aggressivo e senza compromessi di Wheatley, la cui virulenza  ai limiti dell'horror ( in certi frangenti anche oltre) è stata ricondotta verso lidi più adatti al grosso pubblico.
Se il road movie è il genere frammentario per eccellenza legato alla sua struttura episodica, in Killer in viaggio questa parcellizzazione del plot è amplificata ai massimi termini dando l'impressione di trovarsi di fronte ai vari episodi di una sit com un po' particolare. Di quelle che fanno ridere a denti stretti, anzi strettissimi.
Detto questo ci si diverte e si resta ammirati dalla bravura di Chris Oram e di Alice Lowe che fanno della loro assoluta normalità ( sapete? calvizie incipiente, panzetta, forme non proprio da pin up) il loro punto di forza.
Sono personaggi che all'inizio quasi si adorano perchè hanno i difetti della gente comune, di quella che non fa cinema, poi man mano che passano i minuti il processo di identificazione viene meno perchè sono degli psicopatici arrivati oltre l'ultima Thule della pazzia.
Ecco perchè Killer in viaggio ( titolo italiano come al solito spoileroso e troppo indicativo di quello che succederà, al contrario dell'originale Sightseers) è il classico film che fa sorridere ma allo stesso tempo mette anche un po' paura......
D'ora in poi guarderò diversamente chi va in giro in roulotte....

( VOTO : 7 / 10 ) 

  Sightseers (2012) on IMDb

Jumat, 14 Juni 2013

Eddie: The sleepwalking cannibal ( 2012 )

Lars Olafssen ha vissuto il suo quarto d'ora di warholiana celebrità una decina di anni prima assurgendo al rango di next big thing in campo pittorico. Da allora però ha perso l'ispirazione.Dalla natia Danimarca si trasferisce in Canada in une piccola cittadina in riva a un lago, Koda lake e per sbarcare il lunario accetta di lavorare nella locale scuola d'arte. Nella sua classe c'è Eddie, omone grande, grosso e silenzioso, con il cervello ancora allo stadio dell'infanzia e che è nella scuola solo perchè è il nipote della maggiore finanziatrice della stessa. Quando costei muore improvvisamente Lars è più o meno costretto dal preside a prendersi Eddie in casa scoprendo presto che ha un piccolo vizio: di notte , quando dorme va in giro in mutande a divorare animali ma anche carne umana, uccidendo selvaggiamente le sue prede. E poi torna pacifico a dormire nel suo letto.
Lars è sconvolto ma scopre suo malgrado che  il macabro spettacolo riservatogli di Eddie gli ha fatto tornare l'ispirazione per dipingere quadri bellissimi.
E anche lui , come Eddie, non è in grado di resistere a questa nuova forma di ispirazione. Comincia a seguirlo nelle sue scorribande notturne, anzi comincia a "guidarlo" verso nuove vittime....
Un vero peccato che il titolo contenga un gigantesco spoiler. A dire la verità il titolo di partenza era solo Eddie, poi i produttori hanno pensato bene di aggiungere quel The sleepwalking cannibal per renderlo più appetibile. A dir la verità non ci sono riusciti molto perchè questa bislacca produzione tra Canada e Danimarca, uscita in pochissime sale negli USA ha racimolato qualcosa come poco più di 1500 dollari di incasso.
Ed è un peccato perchè è un film divertente nonostante abbiano cercato di spacciarlo per qualcosa che non è.
Eddie: The sleepwalking cannibal non è un horror, perlomeno non lo è nel concetto tradizionale che abbiamo del genere: è vero contiene alcune parentesi splatter ( lasciate fuori campo o sfocate sullo sfondo dell'inquadratura) ma il tono che prevale è quello del grottesco mescolato sagacemente alla commedia.
Il film di Boris Rodriguez è il ritratto di un freak, anzi di due, a questo proposito il titolo sembra un gigantesco specchietto per le allodole perchè se è vero che Eddie ha quel "vizietto" di cui è assolutamente inconsapevole è vero soprattutto che il vero mostro di tutto il film sia Lars che prima sfrutta Eddie guardandolo quasi con ribrezzo quando scopre quello che fa nella foresta ma poi non si fa scrupolo a servirsene per trarne ispirazione per la sua arte .
Arte che per lui diventa più importante della vita altrui, forse anche più della propria. E per questo, mediante Eddie,  "sacrifica" volontariamente vicini prevaricatori e antipatici o bulletti di periferia che hanno avuto a che dire con loro.
Lars è una sorta di dr Frankenstein che lascia la sua creatura libera di scorrazzare per ogni dove, utilizzandola per i propri scopi.
Col passare dei minuti il film assume anche le cadenze di un thriller, sempre sui generis ( come ambientazione e come stile richiama alla lontana le atmosfere del coeniano Fargo) e sempre con l'accento grottesco ben evidente.
Eppure sotto la patina da horror indie ( gli effetti speciali sono molto rustici e vintage e comunque tutto o quasi è lasciato fuori campo oppure viene sfocato sullo sfondo dell'inquadratura) quella che vediamo è una commedia sbilenca dotata di humour nerissimo che si diverte a sfiorare tangenzialmente vari generi.
Gli si può quindi perdonare la ripetitività di alcune situazioni e anche una certe prevedibilità di fondo.
Perchè comunque , nonostante tutto, diverte abbastanza.

( VOTO : 6,5 / 10 ) 


  Eddie: The Sleepwalking Cannibal (2012) on IMDb