Kamis, 07 Maret 2013

The loneliest planet ( 2011 )

Alex e Nica sono due fidanzati trentenni americani alle soglie del matrimonio. Appassionati di trekking decidono di fare una vacanza low cost nella Georgia europea, terra di origine di lei. Arrivati sul posto per fare una gita nelle montagne del Caucaso ingaggiano Dato, una guida quarantenne del posto. Fino all'imprevisto: durante la loro camminata  i tre incontrano un vecchio con due ragazzi e costui punta il fucile esattamente alla fronte di Alex che ha un piccolo gesto di codardia( per proteggersi istintivamente  per un attimo frappone Nica tra sè e il fucile, prima di farle scudo col proprio corpo.).Questo determina uno smottamento del loro rapporto e a questo punto Dato , approfittando della situazione comincia a corteggiare esplicitamente Nica( comuque non davanti ad Alex) e ci scappa qualcosa....
Ora, io avrò una concezione distorta del fare il turista ma spiegatemi perchè uno deve andare in vacanza in un posto di merda come quello inquadrato nel film, tra case fatiscenti senza acqua calda ( all'inizio del film vediamo lei che si fa una specie di doccia in una tinozza e lui amorevolmente le versa acqua calda addosso da una caraffa apposita), con dei locali da ballo in cui lo squallore regna sovrano e dove le persone del posto ti guardano come fossi un mostro di Loch Ness o al massimo come un pollo da spennare.
La gita in montagna poi non fa altro che aggravare le cose: riprese in campo lunghissimo in cui si distingue solo la capigliatura rosso fuoco di lei , con questi tre puntini che si inerpicano per le salite ciottolose senza praticamente dirsi una parola e con la cinepresa immobile che li fissa per lunghi, lunghissimi momenti che cominci anche a guardare l'orologio perchè ti stai accorgendo che sta diventando tutto un supplizio.
Naturalmente nulla di personale contro la Georgia caucasica, i georgiani e tutto il resto : l'unico avvenimento clou di tutto il film, strategicamente piazzato a metà della durata ( l'incontro con il vecchio armato ) , affonda letteralmente nella noia di tutto il resto.
Probabilmente la volontà della regista Julia Loktev, in passato documentarista e qui arrivata al suo secondo film di finzione, era di raccontare i piccoli e grandi smottamenti della storia tra Alex e Nica, da quel gesto istintivo di codardia in poi. Ma lo fa in modi sbagliati: lei sembra solo una ragazzina imbronciata che fa tutto per dispetto, invece di comunicare, il suo è un risentimento muto, lui si adegua a lei dimostrando la stessa personalità di un totano e non prendendo minimamente in mano la situazione.
La guida continua a raccontare storielle micidiali ( tipo un'agghiacciante barzelletta sui cinesi) mentre i due continuano a tenersi il broncio che forse per lo spettatore è anche meglio che sentire le loro finissime lezioni di inglese parlato con dei sottilissimi giochi di parole ( tipo bitch on the beach e shit on the sheet).
Vogliamo poi parlare dei paesaggi mozzafiato della Geogia caucasica fotografati stile National Geographic? C'è solo la fotografia stile Natural Geographic perchè anche queste montagne non sembrano chissà che cosa:  sono molto più belli gli scorci dell'Appennino abruzzese e sicuramente trovi persone più cordiali e posti in cui dormire molto più confortevoli.
Finale da antologia ( nel senso sarcastico) ma qui tocca accendere segnaletica lampeggiante per chi comunque volesse avventurarsi nella visione di questo film. SPOILER SPOILER SPOILER SPOILER SPOILER: Dato corteggia sempre più esplicitamente Nica e come è , come non è , le pianta un mezzo metro di lingua in gola e lei sembra anche gradire. Vorrebbe andare oltre ma lei rifiuta e torna dentro la tenda da Alex. Lui va sull'approccio pesante, cominciano a fare cose e lei lo fa fermare.Le vien da vomitare. Escono dalla tenda. Fine del film. FINE DELLO SPOILER FINE DELLO SPOILER FINE DELLO SPOILER.
Più che Un tranquillo week end di paura a cui qualcuno ha accostato questo film , qui ci troviamo di fronte a un tranquillissimo week end di noia. Praticamente un mortorio.
Altra cosa da sottolineare è che la protagonista femminile , Hani Furstenberg, a parte che sembra piallata da un falegname, ha la stessa simpatia di una famiglia di ricci di mare nelle mutande.
Giudizio critico: due palle ma non perchè  ho cambiato il modo di valutare i film.
Intendevo dire  solo che questo The loneliest planet fa due palle così.
Spettatore avvisato mezzo salvato.

( VOTO : 3  / 10 )

  The Loneliest Planet (2011) on IMDb

Rabu, 06 Maret 2013

Golden Slumber ( 2010 )

Aoyagi, addetto alle consegne che ha vissuto un quarto d'ora di celebrità un paio di anni prima salvando una giovane popstar da un malintenzionato, risponde all'invito di Morita, un vecchio amico dei tempi andati per una battuta di pesca. Arrivato a Sendai con tanto di giubbotto multitasca incontra il suo amico che comincia a fargli strani discorsi, lo droga e quando si risveglia fa appena in tempo a rendersi conto che nelle vicinanze è stato appena assassinato con una bomba il Primo Ministro e che lui è indicato come il colpevole. Una squadra di poliziotti in borghese lo insegue e per Aoyagi non c'è tempo da perdere. Con l'aiuto di vecchi e nuovi amici ( tra cui un serial killer da pantomima) riesce perlomeno a mantenersi in vita cercando di assicurare alla giustizia il vero assassino.
Golden Slumber a prima vista sembra un action come tanti altri: un genere sicuramente non frequentatissimo nel cinema giapponese soprattutto se manifesta a ogni inquadratura un piglio hollywoodiano come questo film di Yoshihiro Nakamura, regista che a poco più di 40 anni vanta già un curriculum piuttosto corposo.
Aoyagi si trova nella situazione di tanti personaggi hitchcockiani alle prese con una storia molto più grande di loro in cui involontariamente sono incappati e che passano praticamente tutto il film a cercare di dimostrare la loro innocenza ( il primo esempio che viene in mente è Intrigo Internazionale).
In più il fatto che è inseguito costantemente da quello che sembra un corpo speciale della polizia, tutti vestiti come iene tarantiniane e con uno di loro che sembra uno di quei killer schizoidi partoriti dalla penna dei Coen, che più si va avanti e più ci sono evidenze, anche filmate, che Aoyagi sia l'indubbio colpevole ( quando lo spettatore sa benissimo che non ha fatto proprio nulla, non ne sarebbe capace) cosparge il tutto di quell'aria cospirazionista propria di tanto cinema americano afflitto dalla sindrome postkennedyana( non è un caso che l'amico che lo ha incastrato in questa storia dice ad Aoyagi che sarà il nuovo Oswald).
Occorre anche sottolineare che la maschera del protagonista Masato Sakai e la sua mimica che a volte lo fa somigliare decisamente a Stan Laurel sottolineano la demenzialità di alcuni passaggi narrativi e di alcuni personaggi ( come quello del serial killer).
D'altra parte Golden Slumber invece di trasformarsi in una copia de I tre giorni del condor o in nuovo capitolo della saga di Jason Bourne si trasforma in qualcosa d'altro, se vogliamo concettualmente più raffinato visto che esula dal cinema di genere per diventare gradualmente riflessione virulenta sul potere dei mass media in grado di creare eroi per un giorno e mostri ( per sempre) con la stessa facilità, sulla capacità mistificatoria che hanno le immagini e su quanto possano essere ingannevoli le apparenze.
Ecco perchè il finale enigmatico che riserva questo film e che comunque riesce a chiudere armoniosamente  un cerchio piuttosto complicato riveli di come lo stesso Nakamura abbia ingannato, a fin di bene naturalmente , lo spettatore fin dall'inizio confidando sulla capacità di mistificazione che hanno le apparenze.
Soprattutto nella seconda parte del film si avverte che il regista è più interessato a raccontare un'amicizia dei tempi andati piuttosto che un thriller ipervitaminizzato aggiornato ai nostri tempi, nel tentativo( riuscito) di dare profondità al personaggio di Aoyagi, dotandolo di un background e introducendo alcuni dei vecchi amici che riusciranno ad aiutarlo. E' vero che il film perde un po' del mordente adrenalinico che caratterizzava la prima parte, è vero anche che questa parentesi dilata oltremodo la durata del film ( 140 minuti appaiono francamente eccessivi ), ma Golden Slumber non è semplicemente un thriller d'inseguimento.
La sua ambizione è quella di parlare d'altro mescolando  sequenze al cardiopalmo ad altre in cui prevale la nostalgia e un aspetto fumettoso anni '80.
Un mix senza dubbio originale che permette di elevare Golden Slumber dal marasma dell'action contemporaneo e dargli quella patina autoriale inaspettata.
Tutta colpa della nostalgia che attanaglia il cuore dei quarantenni di oggi a cui è sfuggita la parte migliore della vita, dell'amicizia dei tempi andati, di quanto possano essere false immagini e apparenze e del potere enorme in mano ai mass media.
Riflessioni che normalmente non apparterebbero a un plot apparentemente banale come quello di Golden Slumber.
E invece, nel nostro mondo (im)perfetto ne costituiscono la colonna vertebrale.

( VOTO : 7 + / 10 ) 

Golden Slumber (2010) on IMDb

Selasa, 05 Maret 2013

Phantasm 2 ( 1988 )

Sono passati sette anni dagli avvenimenti narrati nel primo film e Mike, unico sopravvissuto assieme al gelataio Reggie, li ha trascorsi nell'ospedale psichiatrico. Recitando la parte del paziente guarito viene dimesso e affidato a Reggie. Una volta fuori però ricomincia da dove aveva finito la lotta senza quartiere al Tall Man sia nel cimitero del suo paese sia nei cimiteri di altre cittadine in cui stanno avvenendo gli stessi strani avvenimenti che erano accaduti nel paese di Mike.Il Tall Man assieme al suo popolo di gnomi svuota le bare e avvia i morti in un'altra dimensione.Mike , Reggie e Liz, una ragazza che compare sempre nei sogni di Mike e che esiste veramente faranno di tutto per fermarlo.
Ci riusciranno definitivamente?
Se Coscarelli poco più che ventenne era entrato nel mondo dell'horror con pochi soldi e moltissime idee da mettere su pellicola realizzando un piccolo cult come Phantasm racimolando soldi tra amici e conoscenti a cui aveva anche affidato diverse parti nel film, con questo sequel targato Universal il giovane Don è stato costretto a dare alla sua pellicola un taglio decisamente più commerciale , meno naif, nonostante anche stavolta il budget non sia proprio principesco ( ma parliamo sempre di 3 milioni di dollari contro i 300 mila del primo film).
In un plot che ricalca più o meno quello del primo esponente di quella che poi diventerà una specie di saga, viene lasciato spazio a una storia sentimentale tra Mike e Liz, è molto più presente il Tall Man interpretato da Angus Scrimm e soprattutto salgono in cattedra le paurose sfere succhiasangue che nel primo Phantasm erano la cosa più terrorizzante. 
La differenza principale tra i due film è che la confezione del secondo capitolo è nettamente migliore del primo e visivamente rappresenta un tipico esponente horror anni '80.
Viene perso l'effetto novità, la storia è più lineare perdendo una grossa parte di quell'atmosfera sospesa tra sogno e realtà che era parecchio importante nel primo film, in favore di una narrazione più organica e lineare, per quanto possa essere organica e lineare una storia di gnomi, mondi paralleli e furto di cadaveri dalle rispettive bare per ridargli vita, comprimerli a una statura metà dell'originaria e renderli schiavi in un'altra dimensione.
Il problema di Phantasm 2 è che non vive di luce propria, non c'è più l'effetto sorpresa ,  più che un sequel sembra un remake fatto coi soldi che mancavano alla pellicola precedente, i personaggi non bucano lo schermo come dovrebbero ad eccezione del Tall Man che comunque resta visione assai inquietante e i dialoghi sono tagliati con l'accetta come nel primo capitolo.
Non si può però tacere di  sequenze ad effetto che rendono giustizia al talento registico di Coscarelli e che rimangono ben fisse nella memoria del cinefilo come lo scontro di Reggie con un becchino scagnozzo del Tall Man a colpi di motosega o le sequenze iniziali all'interno della casa che poi portano all'esplosione spettacolare della stessa, girata con più telecamere. 
Ma il clou è forse rappresentato dall'incontro scontro di una delle sfere succhiasangue con il Tall Man.
L'idea che si ha uscendo dalla visione di questo Phantasm 2 è che comunque sia un sequel girato fuori tempo massimo e che , a differenza del primo film , decisamente fuori dagli schemi, a suo modo precursore di tendenze dell' horror anni '80, sia perfettamente inserito, anche in modo un po' anonimo, nell'epoca che lo vede nascere.
Naturalmente fu un flop al botteghino, ma questo non impedì a Coscarelli di girare altri due sequels.
Anche perchè Phantasm 2 non ha un vero e proprio finale.

( VOTO : 5,5 / 10 ) 


Phantasm II (1988) on IMDb

Senin, 04 Maret 2013

American Mary ( 2012 )

Mary Mason è una giovane, bella studentessa di medicina e chirurgia : problemi accademici col professor Grant ma soprattutto ristrettezze economiche la spingono a fare un provino da spogliarellista in un night club. Ed è proprio il padrone del locale, Billy, che la paga profumatamente per curare un cliente trattato in maniera un po' troppo violenta. Viene poi contattata da Beatress una stripper dello stesso locale con l'ossessione di assomigliare a Betty Boop e da qui Mary entra nel mondo sotterraneo della chirurgia estetica illegale.
I suoi clienti sono dei veri e propri freaks che pretendono assurdità( la maggior parte sempre a scopo sessuale) ma pagano bene e lei ha le competenze sufficienti per accontentarli. Intanto un professore la invita a una festa dove sarà presente anche il professor Grant.
Più che una festa è un festino e Mary è il piatto forte della serata.
La sua vendetta sarà tremenda. Fa rapire Grant dagli scagnozzi di Billy solo per averlo a disposizione per usarlo come cavia per chirurgia sperimentale...
American Mary può essere definito la versione meno patinata e al femminile di un cult assoluto come Nip/ Tuck, serie televisiva tra le più estreme che abbia mai visto.
E anche qui si toccano punte di weird assoluto come operazioni per asportare capezzoli o sigillare vagine per renderle un po' meno "vissute" per non parlare delle due gemelle tedesche che chiedono a Mary di essere unite come non mai , una cosa talmente assurda che lascio ben volentieri scoprire a chi si avventurerà in questo film.
Inutile girarci intorno: è questo il fulcro del film. Le sequenze in sala operatoria sono il clou, la musica classica, l'asepsi della sala attrezzata come meglio non si potrebbe creano già una certa inquietudine ma sono solo un antipastino di quello che succede dopo.
Naturalmente è tutto ( beh diciamo quasi tutto) fuori campo ma ciò basta per suscitare una certa sensazione di fastidio per quello che (non) si sta vedendo.
American Mary è un film in cui sembrano essere presenti solo personaggi negativi: Mary butta via il suo sogno per un pugno di denari, il dr Grant oltre a fare il professore fighetto è uno squallido stupratore, Billy, il proprietario del locale, legato da uno strano rapporto a Mary ( rapporto non del tutto risolto e chiarito nel film), usa la violenza per ottenere tutto quello che vuole.
A conti fatti gli unici personaggi positivi sono i freaks che usano Mary come scorciatoia per ottenere la modificazione anatomica che vogliono: pagano senza discutere e si affidano totalmente a lei prigionieri di una visione perlomeno deformata della realtà.
Decisamente meno interessante la sottotrama della vendetta di Mary verso il suo ex mentore, Dr Grant che porta a un finale abbastanza improvviso e come minimo frettoloso, nonchè inaspettato.
Si esce dalla visione di American Mary abbastanza combattuti perchè da una parte le registe ( The Soska sisters) riescono a ricreare un'atmosfera inquietante dentro e fuori della sala operatoria ma d'altra parte le evidenti limitazioni di budget non permettono troppi voli pindarici.
Le idee ci sono ma resta sempre in mente Nip/Tuck che è veramente qualcosa di inarrivabile anche per un film che cerca di dare un taglio spiccatamente horror alla materia narrativa.
La protagonista Katherine Isabelle è decisamente un bel donnino, faccia da schiaffi su un corpo da urlo ma pare (fonte imdb) che rifiuti per principio ogni scena di nudo.
Da notare il cameo delle registe nelle parti delle gemelle che vogliono essere unite in modo molto particolare e definitivo: abbigliamento tra il punk e il fetish e lungo bacio lesbo di una delle due con una stripper del locale, oltre a un curiosissimo accento tedesco.
Apparizione decisamente shockante!
Le due registe hanno dichiarato che American Mary è una metafora del loro viaggio nel mondo dell'industria cinematografica.
Presentato al Frightfest del 2012.

( VOTO : 6 + / 10 )  American Mary (2012) on IMDb

Minggu, 03 Maret 2013

Repeaters ( 2010 )

Kyle , Sonia e Mike sono tre giovani ricoverati in un centro di riabilitazione per la dipendenza dalla droga. La loro giornata non è delle migliori: Sonia va a trovare il padre all'ospedale ma non riesce a parlarci per il ricordo degli abusi subiti, Kyle cerca di parlare con la sorella all'uscita della scuola ma lei rifiuta di parlare con lui, Mike va a trovare il padre in prigione ma è scacciato da lui in malo modo.
La sera sono tutti e tre vittime di una scossa elettrica e come per un incantesimo si ritrovano a rivivere la stessa giornata: dopo l'iniziale shock prima sfruttano questa possibilità per divertirsi e per chiudere qualche conto col passato, poi la situazione sfugge loro di mano.
Mentre Kyle e Sonia cercano di continuare nella normalità utilizzando a fin di bene questo particolare potere di previsione della loro giornata, Mike è sedotto dal lato oscuro di questo loop spazio temporale e comincia a rendersi responsabile di gesti sempre più pericolosi ed eclatanti.
La giornata quindi si trasforma nella partita a scacchi tra Mike da una parte e Kyle con Sonia dall'altra che per amicizia cercano di impedirgli di commettere crimini.
Ma Mike diventa sempre più incontrollabile e il prezzo da pagare sarà altissimo.
Intanto comincia a nevicare....
Sul mio ramo d'albero un film come Ricomincio da capo, geniale commedia targata Harold Ramis, ha il suo altarino singolo dedicato al suo culto. Repeaters è la variante drammatica di quel film un po' come succedeva in Source Code in cui il protagonista, un sempre più perplesso Jake Gyllenhaal si trovava a rivivere in ultimo i suoi 8 ultimi minuti di vita.
In Repeaters i tre ragazzi protagonisti, tre adolescenti difficili che stanno compiendo il percorso di riabilitazione dalla droga, si ritrovano a ri-vivere il loro giorno della marmotta e loro che fanno?
All'inizio fanno casino e si divertono, cercano di evitare le cose spiacevoli e si adoperano per consumare le proprie vendette per una vita precedente non propriamente esaltante.
Poi mentre due di loro si affannano a voler tornare alla normalità ( Kyle cerca di recuperare il rapporto con la sorella, Sonia quello col padre), Mike sposta sempre più su l'asticella della trasgressione , passando dalle piccole rapine ( assieme agli altri due per divertimento) fino alla violenza sessuale e all'omicidio.
Si spinge sempre oltre, intrappolato in una spirale distruttiva e autodistruttiva, proprio come un tossicodipendente. Solo che adesso la sua droga è un'altra.
Repeaters quando non si inerpica sulla china di facili moralismi sentimentali ( la storia di Kyle e il suo discorso sull'importanza del fratello maggiore)  è un film che funziona discretamente sul piano spettacolare, si lascia vedere senza problemi non mostrando cedimenti ma neanche impennate di genio.
Carl Bessai  inserisce continuamente delle piccole variazioni nelle giornate dei tre che rendono il film meno ripetitivo del previsto e se nella prima mezz'ora sembra che abbiamo a che fare con dei bimbiminkia alle prese col loro nuovo giocattolo poi c'è una certa evoluzione dei tre personaggi che non è scontata in un B movie come questo incentrato soprattutto sullo spunto iniziale ( quello del loop temporale).
Apprezzabile il tentativo di dare un messaggio ( la vita è piena di porte girevoli e bisogna sempre imparare dai propri errori per progredire) ma Repeaters non sarà sicuramente ricordato per quello.
Se sarà ricordato ( e già la vedo dura) è solo perchè tutti lo definiranno un  Groundhog Day per tre.
E per giunta in centro di riabilitazione.

( VOTO : 6 / 10 ) 

Deranged ( 2012 )

Jae -hyuk è un professore di chimica che si ritrova a fare l'informatore farmaceutico per una grossa ditta . Ha perso tutto in alcune speculazioni finanziarie e ritiene responsabile del tutto il fratello Jae-pil che fa il detective per la polizia. La vita di Jae-hyuk è caratterizzata da sacrifici enormi e vessazioni da parte dei suoi superiori. Quando una strana epidemia mortale legata all'acqua colpisce tutto il Paese, si accorge che sua moglie e i suoi due bambini hanno i sintomi della malattia. Intanto centinaia di cadaveri affiorano nelle acque del fiume Han e Jae-hyuk deve lottare contro il tempo per salvare la sua famiglia.
La chiave di tutto sta in un farmaco antiparassitario prodotto dalla sua ditta e che è al centro di orride speculazioni finanziarie.
Perchè anche le vite umane cominciano ad avere un prezzo.
Deranged è un piatto ricco di moltissime spezie: si parte da uno spunto horror ( i primi cadaveri che affiorano sono deformati dalla cachessia e prima di morire i contagiati hanno talmente tanta sete da sragionare, sembrano quasi zombies che vagano alla ricerca di fonti d'acqua), si passa attraverso il dramma familiare di Jae -hyuk, prima economico e poi affettivo e si arriva a un thriller serrato di taglio medico che lascia un po' da parte il realismo stile Contagion di Soderbergh in favore dell'adrenalina data dai continui colpi di scena e dalla progressione dell'indagine su chi ci sia dietro tutto questo.
Una pietanza così speziata è decisamente appetibile: c'è un discreto approfondimento del personaggio principale, c'è quasi un'ironia beffarda nel mandare a vuoto costantemente tutti i suoi tentativi per procurare la cura per la sua famiglia, c'è una tensione continua dato dal ritmo serrato quasi da action che la regia ipervitaminizzata dà al tutto.
Quasi due ore senza cedimenti ma con una voglia continua di andare avanti proprio perchè la vicenda viene svelata gradualmente col passare dei minuti e lo spettatore è portato a un processo di identificazione con il protagonista perchè viene a sapere tutto contemporaneamente a lui.
Non mancano i momenti melodrammatici incastonati nella narrazione tipici di certo cinema coreano, così come è continuo il parallelismo tra la tragedia personale che colpisce Jae-hyuk e quella collettiva che colpisce un intera nazione che si ritrova prigioniera dell'avidità di squallidi commercianti da quattro soldi.
Questa la domanda non banale posta dal film: ma davvero le vite umane possono essere mercificate per l'utile finanziario di un'azienda? Sbaglio o è lo stesso discorso della mancanza di farmaci per curare le malattie rare proprio perchè non conviene economicamente produrli? Non si può porre un freno a tutto questo?
Domande che rimangono alla fine della visione perchè la vicenda narrata in Deranged ( azienda farmaceutica che preferisce far morire centinaia di persone pur di garantirsi un mucchio di soldi dal Governo) probabilmente succede realmente da molte parti nel mondo.
Proprio queste domande e il ruolo del denaro nella vita di ognuno fa assomigliare Deranged a uno di quegli horror politici anni '70, quelli che giocavano pesantemente con le allegorie e le simbologie.
Un altro paio di notazioni: a mio parere è sempre da leggere politicamente la storia del parassita che ti svuota di ogni componente e che dall'intestino regola anche il cervello e non si possono notare le analogie ( anche per quanto riguarda il discorso politico)  con The Host (Gwoemul) di Bong Joon Ho in cui la morte veniva sempre dal fiume Han che in Corea è praticamente idolatrato.
Impressionanti le scene che descrivono la sete impossibile da placare per i contagiati e notevoli le numerose scene di massa che sono presenti nel film.
Un piccolo consiglio: guardate questo film a stomaco vuoto e non fate come me che avevo passato la serata in compagnia di un succulentissimo baccalà, con patate, olive e pomodori pachino.
La notte ho avuto gli incubi perchè mi sembrava di essere uno dei contagiati alla ricerca spasmodica di acqua.

( VOTO : 7 / 10 )  Deranged (2012) on IMDb

Jumat, 01 Maret 2013

Hideaways ( 2011 )

James Furlong è l'ultimo discendente maschio di una famiglia piuttosto particolare.
Il ramo maschile è dotato di facoltà straordinarie che forse non è esatto chiamare superpoteri: il nonno di James ogni volta che pensava al sesso perdeva la vista per qualche tempo ( con ovvie ripercussioni anche comiche sulla prima notte di nozze), il padre quando era in una situazione di stress particolare metteva fuori uso tutte le apparecchiature elettriche ed elettroniche attorno a lui. La dote di James è ancora più pericolosa: quando si sente in situazione di pericolo o in un particolare stato di tensione emotiva per paura o altro, riesce ad annullare ogni forma di vita attorno a sè, sia vegetale che animale.
E per uno che è portato in orfanotrofio è un guaio. Deve fuggire quando ha perpetrato una strage , non volendo. Insomma diventa un serial killer suo malgrado.
Mae è una ragazza della sua stessa età che ha anche lei la sua tara familiare sotto forma di cancro non operabile all'intestino. Fugge dall'ospedale in cui è ricoverata e casualmente incontra James, ormai quasi adulto, che vive come un eremita in mezzo ai boschi. Non si spiega perchè attorno alla casetta di legno del ragazzo ogni forma di vita è avvizzita e James con ritrosia le racconta la sua storia.
Scocca la scintilla dell'amore ma lei deve tornare in ospedale visto che la sta cercando mezza Irlanda: ma James non ce la fa proprio a stare lontano da lei....
Ci sono certi film che quando si tratta di stabilire un genere a cui appartengono ti mettono in severa difficoltà: è il caso di questa pellicola irlandese ad opera di Agnes Merlet che esordisce quasi come un film che parla di una colonia di X-men mutanti dispersi da qualche parte in Irlanda, si trasforma in una tenera storia d'amore tra due diversi che ancora non hanno imparato a convivere con le maledizioni che li hanno colpiti ( ed è per questo che cercano di isolarsi, di nascondersi, gli Hideaways del titolo, i nascondigli) e finisce come un thriller ambientato in un ospedale con il ragazzo che cerca, invano, di avere una storia d'amore "normale" con la sua Mae.
Forse un po' troppa roba tutta insieme per un film che all'inizio sembra una commedia ( con mutanti, ma sempre commedia), poi un film sentimentale che vira infine alla tragedia.
Il rischio è di rimanere spiazzati e un po' sicuramente ci si rimane.
Ma il concept di base è interessante e originale, le idee ci sono anche se alcune forse sono lasciate troppo in superficie e perdono forza strada facendo, l'intelaiatura visiva è convincente grazie  a effetti digitali in computer grafica che non sono mai veramente invasivi anche nelle sequenze in cui la fanno da padroni ( quelle in cui attorno a James avvizzisce ogni forma di vita), gli attori recitano in maniera più che adeguata e poi Rachel Hurd-Wood è adorabile nella sua ispida scontrosità, ci si potrebbe perdere nel suo sguardo.
Sicuramente il finale non è all'altezza di quanto visto in precedenza e tende ad appiattire banalmente un po' tutto ma alla fine della visione Hideaways lascia discrete sensazioni, un film piccolo piccolo che magari racconta una storia d'amore già vista ma cerca di confezionarla in modo diverso, tra fantasy e fiaba dark ( la casa di James sembra proprio il capanno nel bosco protagonista di tante favole e di tanti film horror) evitando l'effetto Twilight.
Forse non riuscendovi del tutto alla luce di un finale che poteva essere molto migliore ( diciamo che la parte thrilling mal si addice a un film come questo ) ma , fidatevi, meglio un Hideaways che 100 Twilight.

( VOTO : 6,5 / 10 )  Hideaways (2011) on IMDb