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Rabu, 12 Februari 2014

All is lost - Tutto è perduto ( 2013 )

Un uomo con il suo bel yachtino a vela durante un viaggio in solitaria nell'Oceano Indiano urta un container abbandonato che gli apre uno squarcio nella fiancata del suo natante.Comincia ad imbarcare acqua nonostante i suoi tentativi di riparazione e anche la furia degli elementi naturali lo costringerà ad abbandonare la barca per rifugiarsi sulla scialuppa di salvataggio in attesa che qualcuno passi di lì. Intanto lui continua a calcolare la rotta col sestante e ad aspettare che qualcuno finalmente lo salvi....
...E anche noi spettatori aspettiamo qualcuno che ci salvi.
Ma dovremo aspettare la bellezza di 105 minuti.
Lo confesso , più o meno a metà film facevo il tifo per una bella tempesta che si portasse via tutto o anche un bello squaletto affamato che trovasse succulenti i prosciutti garantiti da un Robert Redford in forma fisica smagliante , a cui comunque continuo a volerci un sacco di bene.
Ecco , penso che se al posto di un Redford ci fosse stato un guitto qualunque , avrei posto termine alla sua agonia ( e anche alla mia , al di qua dello schermo) molto prima degli oltre 100 minuti di durata.
Lui è carismatico, cazzuto ma è impossibile empatizzare con un personaggio come il suo che sa sempre che cosa fare, che non è mai assalito dallo sconforto, che trova sempre la soluzione a tutto e soprattutto non si riesce ad empatizzare quel cazzo di coltellino svizzero milleusi che tira fuori nei momenti clou del film e con cui riesce a fare tutto.
Il film di Chandor è una sfida estrema e a me normalmente piacciono i film estremi, ma stavolta qualcosa non va e queste parole suonano più o meno come un pietoso eufemismo.
Muovendosi con l'agilità di una balenottera azzurra tra Vita di Pi e Il vecchio e il mare, ma senza tigri di cartone o marlin indemoniati attaccati alla lenza.
Un uomo solo contro la furia degli elementi naturali e la tecnologia non è in grado di venirgli in aiuto.
Solo la speranza lo sorregge e un continuo aumentare la posta nel piatto per farsi individuare dalle navi di passaggio, enormi mostri acefali di metallo, senza occhi e senza orecchie.
Arriva a dare fuoco alla sua scialuppa di salvataggio per farsi individuare, come se facesse un all in a una partita di poker, o la va o la spacca.
E qui mi tocca spoilerare .INIZIO SPOILER INIZIO SPOILER INIZIO SPOILER INIZIO SPOILER
Quando la disperazione ha la meglio su di lui, quando Robertino nostro finalmente si lascia andare come un DiCaprio in là con gli anni che si lascia finalmente sopraffare dal freddo e dalla stanchezza dopo l'affondamento del Titanic, ecco Chandor osa quello che nemmeno James Cameron ha osato fare in Titanic.
Resuscita in pratica il suo protagonista che chissà perchè dopo aver chiuso gli occhi per abbandonarsi alla profondità dell'Oceano li riapre improvvisamente e comincia a nuotare come un invasato verso la superficie per abbarbicarsi a quella mano salvifica. Ma ...maffanghulo!!! FINE DELLO SPOILER FINE DELLO SPOILER FINE DELLO SPOILER.
E' curioso il fatto che un regista come Chandor parta da un film in cui le parole vengono usate come corpi contundenti ( il thriller sulla crisi economica Margin Call)  a un film in cui le poche parole che non siano smadonnamenti del protagonista, vengono spese all'inizio in un monologo recitato da una voce fuoricampo.
Riesce a girare una pellicola claustrofobica nel bel mezzo dell'immensità dell'Oceano Indiano , una vicenda in cui l'Uomo come entità deve affrontare la Natura  con tutti gli imprevisti che questo fronteggiarsi comporta.
All is lost - Tutto è perduto è un apologo sull'intelligenza dell'uomo e sulla sua capacità di vincere il Caso che lo ostacola a più riprese, anche in maniera bastarda.
Da voci non confermate pare che il container che sperona lo yacht di Robert Redford ha sfiorato la candidatura all'Oscar come miglior attore non protagonista.
Un po' come l'iceberg del Titanic.
Per dirla in termini critici seri posso affermare con tutta sicurezza che una martellata sui coglioni mi avrebbe fatto meno male.
Ecco , l'ho detto, scusatemi tutti voi che avete trovato in questo film sottotesti filosofici fondamentali che a me sno sfuggiti.
Lo so , sono una brutta persona e capisco poco o nulla di cinema.
Ora, dolorante posso andare al lavoro, magari cercherò su qualche catalogo un kit di testicoli di ricambio.

( VOTO : 3 / 10 ) 

All Is Lost (2013) on IMDb

Minggu, 19 Januari 2014

I sogni segreti di Walter Mitty ( 2013 )

Walter Mitty è un impiegato della rivista Life che lavora in una specie di sotterraneo a catalogare fotografie. E' un tipo grigio, meticoloso che ha la pericolosa tendenza a sognare a occhi aperti ( e rimane "incantato"). Nel sogno diventa tutto l'opposto che è nella realtà, diventa un uomo di azione e di decisioni prese in un battito di ciglia, una specie di eroe senza macchia e senza paura capace di risolvere con la forza e l'intelligenza anche le situazioni più disperate. Quando il suo lavoro alla rivista è seriamente minacciato dal nuovo piano editoriale intraprenderà un viaggio che lo porterà un po' in tutto il mondo alla ricerca di una fotografia e diventerà un po' come l'eroe che ha sempre sognato di essere....
E l'ultima copertina di Life....
Ben Stiller, arrivato al suo quinto film da regista decide di portare in scena un racconto di James Thurber già portato al cinema nel 1947 con il titolo Sogni proibiti da Norman McLeod.
E cerca una profondità di sguardo e di pensiero che non ha mai avuto o cercato nelle sue prove precedenti .
Per fare questo decide di immergersi in un genere che agli americani piace parecchio: quello della narrazione di un riscatto personale e per questo sceglie la vita di un grigio archivista fotografico che, relegato in una esistenza avara di soddisfazioni, fugge con la mente in una specie di mondo alternativo in cui tutto è il contrario di quello che è veramente.
E quando la vita gli porrà davanti delle scelte ineluttabili lui dovrà indossare, un po' con disagio ma anche con tanto coraggio, i panni di quell'eroe che ha vestito nei suoi voli pindarici.
Lo Stiller regista azzarda in un genere che non gli è mai appartenuto e riesce meglio , decisamente meglio nel mondo distorto e grottescamente tratteggiato in cui vive il suo alter ego eroico , mentre è ordinario, anche un po' scialbo nella parte newyorchese e nei duetti con la coprotagonista Kristen Wiig, attrice dalla notevole verve comica ( come le altre due donne della vita di Walter Mitty, la madre interpretata da una Shirley Mc Laine in formissima e la sorella in cui recita un'altra attrice di notevole talento comico come Kathryn Hahn) che però viene opacata, offuscata dal tono sentimentalista che presto viene assunto dalla pellicola.
Inoltre infarcisce il film di una grande quantità di riferimenti letterari e filmici dando luogo a un mappazzone bulimico, con gags a volte riuscite, a volte un po' meno e che viene riscattato decisamente dalle ambientazioni inconsuete e poco frequentate dal cinema ( l'Islanda è decisamente una figata con i suoi colori sgargianti e la sua natura incontaminata o quasi).
Lo Stiller attore funziona decisamente meglio : è decisamente nelle sue corde il personaggio di Walter Mitty dimesso sia fisicamente che emozionalmente e rende bene la crescita dell'autostima che lo caratterizza per tutto il procedere della narrazione.
Il problema de I sogni segreti di Walter Mitty è che richiede un'empatizzazione costante da parte dello spettatore letteralmente preso d'assalto da una serie di sequenze che rimangono impresse ( quelle del sogno e quelle del viaggio in Islanda) per come riempiono l'occhio ma richiede anche un surplus emozionale che personalmente non ho avuto la fortuna di provare.
Niente emozione, niente lacrime che goccia a goccia hanno tentato di esondare dai canali lacrimali di fronte a un qualcosa che visivamente ha quello scatto in più ma che non è riuscito a solleticare adeguatamente le corde emotive che aveva intenzione di pizzicare con leggerezza.
Un film diviso in due che ha parlato più alle mie cornee che al mio cuore e a cui non sono riuscito ad abbandonarmi totalmente come avrei voluto.
Anzi un'emozione il film me l'ha riservata: ma è colpa di David Bowie e di Space Oddity, un brano che conferma ancora una volta la sua immortalità.
Cosa che non accade a Walter Mitty e al suo mondo: un take away di suggestioni e pulsioni cinematografico/ letterarie che nel mio caso non sono riuscite ad arrivarmi fino al cuore.
Un peccato, avrei voluto veramente nascondermi, perdermi dietro e dentro il mondo segreto di Walter Mitty...

( VOTO : 6 / 10 ) 

The Secret Life of Walter Mitty (2013) on IMDb

Minggu, 15 Desember 2013

Aiuto vampiro ( 2009 )

Darren Shan è il classico bravo ragazzo esponente di una famiglia della middle class americana che più media non si può: pochi grilli per la testa, bravo a a scuola e fissato con i ragni. Un giorno in città arriva il Cirque du Freak e per andarlo a vedere Darren convince il suo miglior amico Steve, che ha una passione per i vampiri, scappa da casa. Tra le varie attrazioni mostruose del circo, tutti veri freaks, Darren conosce l'oscuro Larten Crepsley, un vero vampiro, a cui ruba un ragno velenoso perfettamente addestrato. Lo porta a scuola il giorno dopo ma l'aracnide fugge e semina il panico per la scuola. Steve per cercare di recuperarlo viene accidentamente morso e Darren va da Larten per salvare l'amico. Il vampiro gli propone un patto per salvare Steve: rinunciare alla sua vita "normale" e far parte del circo itinerante. A tal scopo inscena la sua morte e si unisce ai nuovi compagni di vita scoprendo anche di avere poteri straordinari. Intanto Steve diventato una sorta di vampiro killer  ha rapito la sua famiglia. Darren lo deve fermare ma non volendo rassegnarsi all'idea di bere sangue umano è troppo debole per fermare l'ex amico....
Aiuto Vampiro:ovvero come castrare tutte le ambizioni di un film con un titolo idiota. 
Era davvero così brutto tradurre letteralmente Cirque Du Freak:The Vampire's Assistant
No, siccome siamo educati ai vampiri sdentati di Twilight invece di porre l'attenzione sul circo dei mostri come nel titolo originale nel titolo italiano ci si deve necessariamente concentrare sull'aiuto vampiro, quindi uno solo di tutti personaggi in campo
Poi se questa figura nel film non esiste ma si parla  solo un ragazzo che decide di abbandonare gli affetti familiari per seguire il vampiro Larten e il suo circo, beh chissenefrega...tanto chi vuoi  che capisca tra tutti i pecoroni ( poco numerosi in verità ) che hanno la ventura di vedere il film? 
Dispiace perchè questo film di Weitz è qualcosa più di un semplice teen movie orrorifico: le sue atmosfere malsane immerse in un circo spettrale sono riuscite , così come convince il discorso sul travaglio interiore del protagonista che in fondo decide di abbandonare amici e affetti familiari ( con tanto di resurrezione) solo perchè si accorge che in fondo non ha proprio nulla da abbandonare.

Solo un inesprimibile vuoto interiore. 
Weitz debutta finalmente nel cinema adulto? Non proprio, perchè qualche debolezza da dare in pasto ai popcorn eaters qua e là si manifesta con degli in­serti da commedia giovanile d'ambientazione scolastica che sembra simulare una delle tante sit com americane sui ragazzi a scuola. 
Altra cosa che lascia con un pò d'amaro in bocca è il dispiego di molti personaggi usa-e-getta che non sono approfonditi minimamente ma forse questo rientra nell'ottica di possibili sequels (il materiale letterario c'è) in cui si otterranno maggiori spiegazioni. 
Aiuto vampiro ha l'aria di essere un introduzione a una nuova saga che sembra diretta ad adolescenti un pò più scafati rispetto a quelli di Twilight: diciamo che è rivolta ai discepoli degli ultimi film di Harry Potter, quelli che sono cresciuti con la saga del maghetto quattrocchi con i suoi inconfondibili occhiali tondi.
E proprio per la sua funzione introduttiva appare interlocutorio. 
Apprezzabile il comparto di effetti speciali e la prova di un John C. Reilly assolutamente a suo agio in un personaggio ben sfaccettato. 
Altrettanto non si può dire dei due protagonisti teen, Chris Massoglia e Josh Hutcherson (non il classico teen ager americano mascellone, anzi un tizio veramente strano a partire dalla sua altezza). 
Un vero peccato che questo film sia passato praticamente inosservato perchè purtroppo i sequels programmati probabilmente  rimarranno solo sulla carta....

( VOTO : 7- / 10 )

  Cirque du Freak: The Vampire's Assistant (2009) on IMDb

Jumat, 13 Desember 2013

Hunger Games: La ragazza di fuoco ( 2013 )

Dopo aver vinto assieme a Peeta i 74 esimi Hunger Games infrangendo la regola dell'unico vincitore assoluto, Katniss e lo stesso Peeta sono in tour nei vari distretti per calmare eventuali focolai di ribellione, loro che hanno ribaltato una delle regole principali dettate dai dittatori di Capitol City.La ribellione tuttavia serpeggia nei vari distretti e il grande capo Snow decide di indire degli Hunger Games molto speciali in cui parteciperanno solo vecchi vincitori dei giochi. Lo scopo è quello di eliminare Katniss senza far notare troppo la cosa. Proprio per il parco di concorrenti molto più temibili per i due è cosigliabile stringere delle alleanze. I 75 esimi Hunger Games cominciano e i morti  fioccano in abbondanza.Snow controlla tutto dall'alto, nella stanza dei bottoni, ma gli amici di Katniss hanno un piano per salvarla dalle grinfie del crudele dittatore....
Che dire che non sia stato già detto da altri? Poco o nulla soprattutto per uno che non era preciamente un fan del primo film.
Se quello lo avevo tollerato in qualche modo forse grazie soprattutto a Jennifer Lawrence, una di quelle eroine che esistevano una volta e che ora non si trovano più nelle sceneggiature, tosta e volitiva ma con una gran cu...ore di panna montata utile per i sospiri e le lacrime della numerosa audience, Hunger Games : la ragazza di fuoco è molto più faticoso da tollerare nonostante si rischi l'overdose della Lawrence che è presente praticamente in ogni inquadratura.
Se il primo aveva una patina di fantascienza distopica piuttosto gradevole ai miei occhi, qui viene portata via anche quella in favore di un intrigo da soap opera e di meccanismi semplici ed intellegibili studiati appositamente per una fruizione a neuroni a zero.
Hunger Games: La ragazza di fuoco è un film di avventure con un fondale fantasy posticcio, un one woman show di Jennifer Lawrence che viene messa ancora di più al centro della scena ( e te credo col successo che ha e con tutto quello che sarà costata) in una pellicola sostanzialmente priva di idee che cerca di essere un transito tra un primo capitolo introduttivo e un terzo che si vagheggia rivoluzionario al massimo anche se in nome della rivoluzione pare che sarà diviso in due film proprio come i vari Harry Potter e Twilight.
E proprio per questo suo carattere di transizione è caratterizzato da una parte introduttiva che è una specie di riassunto della puntata precedente e da un finale monco in attesa del capitolo successivo.
In mezzo c'è  il nulla sotto vuoto spinto e poi quella faccenda del non finale ti fa salire veramente l'embolo al cervello perchè aspettare un anno o giù di lì per sapere come va a finire è roba da far girare i cosiddetti a elica come ho già avuto modo di dire varie volte in passato.
Non ho letto i romanzi da cui origina la saga degli Hunger Games nè ho intenzione di farlo, quindi non posso fare confronti con la pagina scritta ma quella che doveva essere una saga rivoluzionaria anche per i canoni del cinema hollywoodiano, più che una bomba si sta rivelando un mortaretto, bagnato per giunta.
Se nel primo capitolo era importante soprattutto la cornice e il coro di personaggi che circondava i protagonisti, qui ci si concentra, nell'alveo perfetto della love story hollywoodiana prescritta nel manuale Cencelli dell'incasso, sul triangolo amoroso con Peeta che fa la figura di chi regge il moccolo quando ci sono in scena la Lawrence e l'Hemsworth moro (il fratello di Thor) che fisicamente appare molto meglio attrezzato per la grazie della Lawrence.
E i vari Tucci, Banks, Sutherland, Kravitz e la new entry Phillip Seyomour Hoffman ( che appare abbastanza pleonastico e avulso dai meccanismi della narrazione) fanno solo la figura dei minchioni vestiti e agghindati in modo ridicolo.
Ho letto e sto leggendo meraviglie di questo film : fermate il mondo perchè voglio scendere, io sto dall'altra parte della barricata assieme a pochi altri. Hunger Games è la solita macchina da soldi hollywoodiana travestita da film rivoluzionario, non un prodotto solo per teenager come i film del mago quattrocchi Harry Potter o dei vampiri sdentati di Twilight.
Avrà un target diverso ma per quanto mi riguarda il risultato è assolutamente sovrapponibile: baracconata ai limiti del sopportabile, in certi momenti anche oltre questo fantomatico limite, che non ha nulla di nuovo da raccontare.
Ma la Lawrence è bella e ha dimostrato, non tanto qui ma altrove, quanto sia brava.
I suoi fans avranno pane per i loro denti.
Gli altri avranno un polpettone Lost-esco con generose spruzzate di The Truman Show e l'aggravante di una durata ben oltre i limiti della portata vescicale come prescriveva Hitchcock.
Perchè quasi due ore e mezza di frantumamento di zebedei sono dure da sopportare...
Troppo dure.

( VOTO : 4,5 / 10 ) 

The Hunger Games: Catching Fire (2013) on IMDb

Minggu, 03 November 2013

Mud ( 2012 )

Ellis , quattordicenne che vive su una specie di palafitta su un fiume assieme ai suoi genitori e Neckbone, suo coetaneo e miglior amico che vive assieme a uno zio che di professione raccoglie ostriche sul fondale limaccioso del fiume di cui sopra ( il Mississippi), scoprono in un'isoletta apparentemente disabitata una barca che è rimasta sospesa in mezzo ai rami degli alberi, probabilmente portata lassù dalle sequele di una passata inondazione.Salgono sulla barca, scalando gli alberi e vi scoprono pane fresco e segni che qualcuno ci sta vivendo . E questo qualcuno è Mud, che racconta loro di essere fuggito dopo aver commesso un delitto passionale. E sta aspettando Juniper la sua ragazza. Ellis e Neckbone devono aiutarlo a rimettere in sesto la barca per aiutarlo a fuggire.
Ma forse Mud non ha raccontato proprio tutto ai due ragazzi....
Erano in molti ad aspettare al varco Jeff Nichols , me compreso, dopo l'exploit di Take Shelter, una delle più belle esperienze cinematografiche ( non solo un film) ammirate nella passata stagione.
E se qualcuno si aspettava una specie di sequel rimarrà fortemente deluso.
Nichols con Mud, suo terzo film, vira apertamente al cinema classico americano, flirtando voluttuosamente con quei drammi sudisti intrisi di sangue e sudore fino al midollo.
Questo a una lettura superficiale:  quello che si nota subito a una prima lettura è la storia del fuggitivo Mud, i suoi problemi con la giustizia , il suo amore contrastato ai limiti dell'impossibilità con la volubile Juniper, l'amicizia virile con i due quattordicenni che solo lui tratta come adulti e non come semplici ragazzini.
In filigrana Mud mostra invece diverse altre anime che hanno come protagonista Ellis, il film si poteva tranquillamente chiamare col nome del ragazzo in quanto è lui la chiave di tutto.
E' suo il personaggio più interessante e profondo, il suo volto e il suo corpo catturati nel divenire dell'adolescenza sono i veri protagonisti del film.
Perchè Mud fondamentalmente è un film che narra un percorso formativo che si sta completando anche a costo di essere traumatico, quello di Ellis e il suo strano rapporto con quel sentimento , per lui nuovo, ma che sta cominciano a coltivare, l'amore.
L'amore declinato un po' in tutte le sue forme, dal rapporto paterno filiale a quello tra uomo e donna, un qualcosa che Ellis idealizza candidamente , perchè in fondo è ancora molto bambino e poco uomo, nonostante cerchi di apparire più grande di quello che è.
Ma è un sentimento che viene calpestato sistematicamente un po' da tutti gli altri personaggi in scena: i suoi genitori si stanno separando e lui diviene motivo del contendere anche se la cosa più importante è che la sua casa sul fiume sarà demolita, quella che lui considera sua ragazza è in realtà una civetta che lo ha usato e gettato via, Juniper stessa è talmente volubile da gettare alle ortiche il sentimento di Mud e la sua voglia di fuggire assieme.
Mud è un film di forti pulsioni e cambiamenti destruenti che ondeggia continuamente tra i vecchi , succitati drammoni sudisti tipici di una certa stagione di cinema americano e film decisamente più moderni ( ma ormai classici anche loro) come Stand by me e Un mondo perfetto.
Ellis e Neckbone  sarebbero stati dei protagonisti perfetti per un film di Truffaut.
Ecco, Nichols è riuscito a catturare l'essenza di questi due personaggi senza retorica, senza orpelli inutili e formalismi particolari.
Due personaggi realistici, fatti di carne , sangue e sentimenti.
Che non dovrebbero essere mai calpestati.
Mai. Da nessuno.
Naturalmente in Italia è stato ignorato...e che ve lo dico a fare...

( VOTO : 7,5 / 10 ) 

  Mud (2012) on IMDb

Minggu, 21 Juli 2013

The hunger games ( 2012 )

Katniss Everdeen prende volontariamente il posto della sorella più giovane quando questa viene sorteggiata per i 74 esimi Hunger Games, reality televisivo in cui due ragazzi appartenenti a ognuno dei dodici distretti di Panem sono scelti a caso dai dominatori di  Capitol City  combattono tra di loro per avere salva la vita. Rappresentano una sorta di tributo di vite umane a memoria imperitura di una vecchia rivolta soffocata nel sangue.
E c'è spazio solo per un vincitore.
Katniss mette a frutto tutte le sue conoscenze in fatto di caccia e di tiro con l'arco per cercare di vincere quella che fin da subito si appalesa come una lotta all'ultimo sangue.
FInalmente sono riuscito a vederlo: probabilmente ero una delle poche persone residenti sulle terre emerse che ancora non era venuto a contatto con il fenomeno della scorsa stagione cinematografica, il film che da solo ha dato una svolta alla carriera di Jennifer Lawrence, passata dallo status di ragazzotta di belle speranze a diva assoluta e capace anche di vincere un Oscar l'anno successivo per l'intepretazione ne Il lato positivo.
Non l'avevo mai visto però avevo letto dei paragoni con un film che ha un altarino singolo  per rendergli meglio onore, sul mio personalissimo ramo d'albero. Sto parlando di Battle Royale , film di Kinji Fukasaku.
A mio modesto parere i paragoni che si fanno tra i due film sono abbastanza fuorvianti: pur avendo più o meno lo stesso meccanismo ( ragazzotti che si ammazzano tra di loro in diretta televisiva per avere salva la vita) mentre il film giapponese è una critica amara e sentita a una società alienata e senza speranza, il film di Gary Ross sembra molto più interessato alla superficie, alla macchina spettacolare che non  a tutto il resto.
E ciò è provato anche dal brillantissimo cast di supporto che oscura quelli che dovrebbero essere i protagonisti del reality ( a parte una Lawrence indomita): parliamo di un inedito Stanley Tucci con parruccone e sorriso falso d'ordinanza, di una quasi irriconoscibile Elizabeth Banks, di un Harrelson con inedito ciuffo biondo a cadergli davanti agli occhi oppure anche a Lenny Kravitz, che si presta molto di rado al cinema..
Nessuna menata sociologica, solo una lunga introduzione ( forse anche troppo) del mondo di Capitol City, del suo dietro le quinte e del meccanismo di un reality game che ha più contatti con un film come L'implacabile di Paul Michael Glaser ( uno Schwarzy d'annata godibilissimo) che non con Battle Royale.
The Hunger games è una macchina da incassi che procede senza tentennamenti al fine di perseguire il suo scopo finale: i dollaroni freschi e sonanti da far entrare in grande quantità nelle tasche dei produttori e della casa cinematografica ( si parla di un film da 700 milioni di dollari di incasso complessivi, di cui più di 400 negli Stati Uniti).
Proprio per questo sono cassati tutti i particolari spiacevoli o dal gusto horror che corroboravano l'andamento di Battle Royale in favore della "solita " relazione sentimentale , che probabilmente sarà sviluppata in un senso o nell'altro nel sequel vista la quantità di cose lasciate in sospeso dopo questo primo capitolo, e di un attenzione particolare nell'evitare quei particolari "scabrosi" ( nel senso lato del termine) che avrebbero potuto far incorrere il film  in spiacevoli divieti: traduzione diminuizione di incassi.
The Hunger games a causa della sua durata ragguardevole , siamo sui 140 minuti, è un film dai tempi dilatati con una prima parte quasi cloroformizzata.
Anche la critica al mondo della apparenze di Capitol city, dove tutto è eccessivo, dai colori dei vestiti alle acconciature, sembra abbastanza innocua e stantia, più che altro viene trattata come folklore per dare una cornice adeguata , uguale e opposta, al mondo primitivo e senza troppi fronzoli in cui si troveranno a combattere i 24 pretendenti alla vittoria.
E' tutto al servizio dello spettacolo e in fondo il film di Ross non è molto dissimile dal mondo che cerca di mettere allegramente alla berlina.
Una macchina spettacolare che cerca continuamente il consenso con delle svolte narrative che ammiccano chiaramente allo spettatore medio, quello che se ne sbatte dell'alienazione della società e che va al cinema solo per essere intrattenuto, senza tante complicazioni magari dopo una dura giornata di lavoro.
Siamo tutti parte di un reality game, confezionato un po' come un Truman Show.
E siamo noi che lo muoviamo con i biglietti che facciamo staccare al botteghino cinematografico.
O forse no.....

( VOTO : 5,5 / 10 ) 

The Hunger Games (2012) on IMDb