Kamis, 07 November 2013

Cha cha cha ( 2013 )

Corso, investigatore privato dal passato ingombrante, ha l'incarico di seguire Tommaso, figlio di un'attrice con cui lui ha avuto dei trascorsi sentimentali negli anni precedenti. All'uscita di una discoteca Tommaso viene investito da un SUV mentre è al volante della sua Smart. Per Corso è omicidio, la polizia invece nicchia e derubrica tutto a incidente automobilistico, uno di quelli che succedono all'uscita delle discoteche. Intanto la polizia ha scoperto un cadavere di un ingegnere abbandonato dei dintorni dell'aeroporto.
Corso comincia a scoprire punti di contatto tra i due omicidi e viene " sconsigliato " più volte di proseguire le indagini, con le buone o con le cattive.
Perchè c'è del marcio sotto ...
Finalmente! Questo film è come una liberazione : posso affermare di aver visto un bel film italiano e non è della sacra trimurti Garrone / Sorrentino / Tornatore oppure una commedia.
E' addirittura un , udite udite, un noir piuttosto classico nell'assunto e decisamente americaneggiante nello svolgimento.
Marco Risi, dopo aver regalato forti film di impatto sociale come Mery per sempre , Il muro di gomma o il bello e sottovalutato Fortapasc ( cinema di impatto sociale come se ne faceva una volta ) ritorna alle atmosfere delle sue opere più fortunate immergendo il tutto in una Roma spettrale, notturna , cinica e bastarda, quasi un continuum di quella vista in uno dei suoi film più discussi, L'ultimo capodanno, senza tuttavia mutuarne gli eccessi grotteschi.
Anzi descrive una realtà sociale infida di illegalità diffusa, quella classica del sottobosco speculativo mafioso che arriva ad artigliare con la sua longa manus potenti e politicanti di ogni razza, di cui si ha percezione diffusa. E lo fa senza operare sconti a nessuno.
La figura di Corso ( omaggio all'indimenticato Corso Salani, protagonista de Il muro di gomma) , recitata da un Luca Argentero che migliora film dopo film è quella di un antieroe nella più classica accezione chandleriana.
Un passato ingombrante che allunga la sua lunga ombra sulle sue azioni e che viene spiegato, parzialmente, poco a poco durante il film, un presente nebuloso in cui non vuole adeguarsi a quello che tutti gli dicono di fare, un futuro ancora più incerto del presente.
E' il figlio naturale dell'ambiente che lo circonda, un coacervo di bugie , tradimenti e rancori mal sopiti che si mescolano con storiacce di droga, appalti ,ricatti e vile denaro.
E' la realtà sconvolta dalla mafia in colletto bianco che incontra il cinema di genere dandogli suggestioni forti , un ideale punto di incontro tra l'impegno sociale e la volontà di tentare strade poco battute nel cinema italiano contemporaneo.
La Roma di Cha cha cha è una metropoli asfissiante, un girone infernale  in cui ci si diverte ben poco , altro che dolce vita.
Anzi si muore, qui non si tratta dei soliti furbetti del quartierino.
Argentero mena e viene menato ( dopo aver fatto la fiction Tiberio Mitri in cui impersonava il pugile del titolo, continua a tirare di boxe come succedeva anche in Bianca come il latte, rossa come il sangue ) porta evidenti i segni delle collutazioni per "sporcare" il suo bel visino e addirittura  si esibisce in un full frontal alla Fassbender che farà felice le sue fans più assatanate.
Ma funziona egregiamente, al pari della Herzigova che non esita a mettere i segni del tempo che si stanno depositando sul suo bel visino a favore di camera e di un cast di supporto di buonissima caratura in cui emergono i personaggi di Pippo Delbono e Bebo Storti.
Finalmente un film italiano che possiamo esportare all'estero senza vergognarsene.
E già solo questo è un avvenimento.
Naturalmente è passato inosservato quando è uscito in sala, raggranellando incassi modestissimi.

( VOTO : 7 / 10 ) 

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Rabu, 06 November 2013

Haunter ( 2013 )

Lisa scopre con sgomento che sta vivendo da un po' di tempo la stessa giornata: sveglia con un messaggio dal fratellino tramite walkie talkie, il padre armeggia con la macchina in garage perchè non ne vuole sapere di partire, a pranzo ci sono maccheroni al formaggio, la madre le dice di fare il bucato e si accorge che mancano vestiti, a cena polpettone e tutti riuniti a vedere una puntata de La signora in giallo. E quando cerca di uscire da questo gigantesco loop temporale una presenza maligna l'avverte che ogni variazione riuscirà ad apportare alla sua giornata si tradurrà in immane sofferenza per lei e per i suoi cari.
Rovistando in soffitta poi scopre qualcosa di inimmaginabile riguardo se stessa e la propria famiglia.
Le giornate iniziano a variare giusto per far aumentare la paura di Lisa.
E questo è solo l'inizio ....
Difficile raccontare o meglio spiegare questo film senza incorrere in spoilers selvaggi ma ci si prova.
Fondamentalmente il nuovo film di Vincenzo Natali, quello di Cube ( un piccolo cult per il sottoscritto)e Splice ( una delusione immane ), è una ghost story e questa non è sicuramente una rivelazione visto che il titolo tradotto in italiano significa per l'appunto " fantasma".
La interessante di questa ghost story è che prendendo spunti qua e là riesce ad avere un barlume di originalità. Non tantissima perchè i film a cui è debitrice sono tanti ed è impossibile non notarli ma l'amalgama che ne esce a conti fatti funziona più che decentemente.
Gli spunti sono presto detti: da una parte abbiamo la protagonista , Lisa , che si accorge di vivere un eterno e spaventoso Giorno della Marmotta e quindi parliamo di tutto quel cinema che si nutre di paradossi temporali ma soprattutto di quella commedia riuscitissima che è Ricomincio da capo però virato all'horror.
Dall'altra parte abbiamo presto la consapevolezza che tutto quanto quello che vediamo è immerso in una sorta di limbo sospeso tra la vita e la morte e quindi il richiamo più facile è a film come Amabili resti ( forse l'influenza più forte di tutte ) e a "robette" come The Others o anche Il sesto senso, perchè tutto partì da questo film.
Vincenzo Natali utilizza molto bene l'unità di tempo, scandendo le giornate  in maniera quasi ossessiva aggiungendo quindi parecchia mostarda a una situazione di per sè già parecchio piccante sotto il versante horror, e utilizza benissimo anche l'unità di luogo ambientando tutto dentro una casa dai mille anfratti, dotata di corridoi nascosti e passaggi segreti, per giunta circondata da una nebbia perenne da cui non c'è uscita ( vedi la scena di Lisa che cerca di fuggire con la bicicletta e come è , come non è , in qualunque direzione vada si ritrova sempre davanti il garage di casa con il padre ad aspettarla lì fuori, una sequenza che mi ha riportato immediatamente alla mente un'analoga sequenza di uno dei film più belli di Carpenter, Il seme della follia).
E poi il film procede bene nei suoi vari piani narrativi sempre ben comprensibili ma compenetrati in maniera molto efficace, senza inutili orpelli e complicazioni che avrebbero appesantito il tutto.
Invece Haunter procede veloce e affilato rivelando ben presto la propria natura , non c'è suspense sulla condizione di Lisa che scopre subito che cosa sta succedendo, e sfoggiando un villain di classe come Stepehen Mc Hattie che con gli occhiali da sole assomiglia tremendamente a Lance Henriksen( attore molto apprezzato qui a bottega) e che continua ad avere una voce da brivido con tutte quelle sfumature che le hanno regalato i milioni di sigarette fumate senza requie.
Magari il finale è un po' troppo new age per i miei gusti ( un po' come succedeva in Amabili resti) ma quei barattoli allineati sugli scaffali regalano un ultimo, lungo brivido che corre lungo la schiena al solo pensiero di che cosa c'è imprigionato dentro.
Complessivamente la visione è soddisfacente, un intrattenimento intelligente e di qualità confezionato nel migliore dei modi.
E naturalmente il tutto è sfuggito alla distribuzione italiana, noi facciamo uscire nelle sale Smiley, la storia di un culo trapiantato in faccia ....

( VOTO : 7 / 10 ) 

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Selasa, 05 November 2013

Nove Regine ( 2000 )

Buenos Aires: Juan è un piccolo truffatore che sta facendo un piccolo imbroglio da 50 pesos ai danni della cassiera di un negozietto. Viene scoperto e le cose per lui si metterebbero molto male se non intervenisse Marcos che , fingendosi poliziotto lo sottrae dalle grinfie del negoziante. In realtà è un piccolo truffatore come lui e gli propone di lavorare in società per un giorno solo. Al termine della giornata si divideranno l'incasso.I due si ritrovano però nel mezzo di un grosso affare: tirare un pacco da 500 mila pesos a un collezionista di francobolli vendendogli una serie di rarissimi francobolli ( naturalmente falsificati), le Nove Regine del titolo....
Il tempo per fare l'affare è poco e le avversità sono tante....
Nove Regine è uno dei piccoli cult personali del sottoscritto: un film importante che mi ha fatto conoscere una cinematografia da non sottovalutare come quella argentina e soprattutto un attore favoloso, Ricardo Darin, che qui a bottega è tuttora uno dei più apprezzati.
Nove Regine è il film d'esordio di Fabian Bielinsky, che lo ha anche sceneggiato, un talento della scrittura e della regia che un destino bastardo ci ha strappato via troppo presto e dopo sole due pellicole all'attivo ( questa ed El Aura, altro film assolutamente da vedere di cui abbiamo già parlato qui e qua ) .
La storia dei due piccoli truffatori Juan e Marcos, ognuno con le sue caratteristiche peculiari e una storia personale svelata a poco a poco, in filigrana lascia intravedere una nazione sull'orlo di una crisi economica da cui si riprenderà a carissimo prezzo, e un cinema di precisione geometrica, costruito come un mosaico in cui tutte le tessere col passare dei minuti quasi magicamente occuperanno il posto giusto.
E' un cinema che profuma di classico ma anche di moderno, un po' I soliti ignoti , un po' Ocean's Eleven ( che non dimentichiamo è un remake) e molto Pacco , doppio pacco e contropaccotto ma a un livello cinematografico più alto rispetto al film di Nanni Loy, un film di truffe e truffatori che tiene incollati alla poltrona perchè il maestro dei truffatori, termine stavolta da prendere nel senso positivo, diciamo illusionisti allora in quanto ti fa vedere solo quello che vuole lui, è proprio Fabian Bielinsky che sembra giocare con lo spettatore allo stesso modo in cui il gatto gioca col topo.
Tutto condotto con precisione matematica, un meccanismo perfetto un po' alla Mamet , eppure tutto appare costantemente in bilico, in un equilibrio precario che sembra sul punto di spezzarsi irrimediabilmente ad ogni sequenza.
Per tutto il film abbiamo la sensazione che ci sarà una sorpresa finale,  ma non sappiamo quale, non si riesce ad indovinare chi sta fregando chi.
Eppure pur aspettandosi un colpo di scena finale, quello che accade al termine del film è comunque inaspettato, un qualcosa che provoca stupore e meraviglia perchè è tutto calcolato nei minimi termini.
E poi quel sottobosco di Buenos Aires pieno di attori e truffatori ha un'aria tremendamente familiare , internazionale e napoletano allo stesso tempo, un'atmosfera familiare reiterata anche dalla continua citazione di una canzone di Rita Pavone, Il ballo del mattone , l'ossessione di Juan che poi viene fatta finalmente sentire ( per chi non la conoscesse ) sui titoli di coda.
E che sorpresa vedere un programma televisivo che nei giorni scorsi  mostrava un truffatore all'opera alla cassa di un bar con l'"uruguayana", come la chiama Marcos all'inizio del film, una piccola truffa da 50 euro.
A distanza di tanti anni pare che funzioni ancora egregiamente.
Un  po' come il film che non accusa per nulla il peso degli anni: leggero, scorrevole ed intelligente gioco con lo spettatore che si ritrova coinvolto in maniera attiva e non solo un fruitore passivo.

( VOTO : 8, 5 / 10 ) 

Nine Queens (2000) on IMDb

Senin, 04 November 2013

All Hallows' Eve ( 2013 )

Due ragazzini, fratello e sorella , sono appena tornati  a casa dopo il pomeriggio immediatamente precedente la notte di Halloween passato in maschera con il classico tormentone " dolcetto o scherzetto" a raccogliere caramelle porta a porta. Stanno insieme alla baby sitter e prima di andare a dormire controllano che cosa hanno nelle rispettive buste di dolcetti. Il ragazzo trova nella sua una videocassetta e tutti e tre insieme cominciano a vederla.
Contiene dei cortometraggi horror: nel primo un clown di nome Art rapisce una ragazza per portarla nel suo antro e seviziarla. E ce ne sono anche altre tenute prigioniere. Nel secondo la moglie di un pittore arriva nella loro nuova casa isolata da tutto e da tutti e scopre di dover fronteggiare l'attacco di un alieno.Nel terzo una giovane donna che si è fermata a un distributore per fare benzina scopre che il clown del primo episodio ha fatto letteralmente a pezzi l'addetto che le ha appena completato il rifornimento. Lei fugge con la macchina e il clown la insegue.E sembra anche avere poteri soprannaturali.
Chiusura con l'episodio che fa da cornice che prende veramente una bruttissima piega per la babysitter e per i ragazzini....
Non so perchè ho recuperato questo film, anche leggendo le sinossi non è che mi avesse particolarmente eccitato. Sarà l'aria di Halloween ( ma quando mai....oramai son troppo vecchio per queste cose) oppure forse l'ho voluto vedere perchè non disdegno affatto gli horror a episodi. Mi riportano indietro alla mia adolescenza , quando gli horror molto spesso si facevano così, anche coinvolgendo grossi nomi.
All Hallows' Eve non è diretto da un grosso nome , nè è un progetto milionario. Anzi, è tutto molto low budget, certe volte anche troppo. E,  leggendo i titoli di coda, con gli stessi nomi che si ripetono un'infinità di volte ci si rende conto che è un progetto poco più che casalingo diretto da un carneade che a leggere imdb.com per l'anno prossimo ha già scritto ed è schedulato alla regia di Frankenstein vs The Mummy.
Roba sopraffina insomma, da tenersi forte.
Però istintivamente uno che nel suo film si occupa di sceneggiatura, di regia ,di montaggio e di effetti speciali non può che indurre simpatia. Perchè rimanda alla figura del filmmaker di una volta , perchè una volta il regista era un po' tutte queste cose assieme.
Oggi sono solamente dei burattini imposti dai produttori che non sanno neanche come è fatta una cinepresa o come si usa.
Ma come al solito sto divagando con discorsi che non c'entrano un beneamato piffero con questo film.
Allora diciamo subito che All Hallows' Eve non è certamente l'epitome del film imperdibile.
Va a corrente alterna, ci sono momenti in cui Leone costruisce una suspense di buon livello ma altri in cui viene fuori tutta la povertà del budget.
Ad esempio il gore è apprezzabile anche se usato con discreta parsimonia ( diciamo solo qualche flash accecante sparso qua e là per la pellicola) mentre il trucco del clown è qualcosa di veramente pessimo, si rifà palesemente al Capitan Spaulding de La casa dei 1000 corpi, incarnato da Sid Haig, risultando quindi qualcosa di rimasticato e anche male per giunta.
E questi up and downs contraddistinguono questa piccola antologia horror: dal punto di vista cinematografico il miglior episodio è il terzo  che come atmosfere rimanda agli exploitation anni '70 ma è totalmente privo di originalità, il secondo invece  ne è dotato ma Leone butta tutto in vacca con la visualizzazione di un alieno che ha un costume veramente ridicolo, qualcosa che nemmeno negli anni '50 gli alieni andavano in giro con un costume così brutto.
Però se non ci fosse un alieno così ridicolo a vista, l'home invasion funzionerebbe decentemente, Leone dimostra di saperci fare con la macchina da presa.
In definitiva mi debbo astenere dal consigliarlo però All Hallows' Eve è molto meno peggio di quanto fosse preventivabile date le premesse.
Un progetto ultra low budget che tuttavia ha un aspetto più che professionale.
Solo per malati terminali di horror e affini.
Un po' come me....

( VOTO : 5 + / 10 )

  All Hallows' Eve (2013) on IMDb

Minggu, 03 November 2013

Mud ( 2012 )

Ellis , quattordicenne che vive su una specie di palafitta su un fiume assieme ai suoi genitori e Neckbone, suo coetaneo e miglior amico che vive assieme a uno zio che di professione raccoglie ostriche sul fondale limaccioso del fiume di cui sopra ( il Mississippi), scoprono in un'isoletta apparentemente disabitata una barca che è rimasta sospesa in mezzo ai rami degli alberi, probabilmente portata lassù dalle sequele di una passata inondazione.Salgono sulla barca, scalando gli alberi e vi scoprono pane fresco e segni che qualcuno ci sta vivendo . E questo qualcuno è Mud, che racconta loro di essere fuggito dopo aver commesso un delitto passionale. E sta aspettando Juniper la sua ragazza. Ellis e Neckbone devono aiutarlo a rimettere in sesto la barca per aiutarlo a fuggire.
Ma forse Mud non ha raccontato proprio tutto ai due ragazzi....
Erano in molti ad aspettare al varco Jeff Nichols , me compreso, dopo l'exploit di Take Shelter, una delle più belle esperienze cinematografiche ( non solo un film) ammirate nella passata stagione.
E se qualcuno si aspettava una specie di sequel rimarrà fortemente deluso.
Nichols con Mud, suo terzo film, vira apertamente al cinema classico americano, flirtando voluttuosamente con quei drammi sudisti intrisi di sangue e sudore fino al midollo.
Questo a una lettura superficiale:  quello che si nota subito a una prima lettura è la storia del fuggitivo Mud, i suoi problemi con la giustizia , il suo amore contrastato ai limiti dell'impossibilità con la volubile Juniper, l'amicizia virile con i due quattordicenni che solo lui tratta come adulti e non come semplici ragazzini.
In filigrana Mud mostra invece diverse altre anime che hanno come protagonista Ellis, il film si poteva tranquillamente chiamare col nome del ragazzo in quanto è lui la chiave di tutto.
E' suo il personaggio più interessante e profondo, il suo volto e il suo corpo catturati nel divenire dell'adolescenza sono i veri protagonisti del film.
Perchè Mud fondamentalmente è un film che narra un percorso formativo che si sta completando anche a costo di essere traumatico, quello di Ellis e il suo strano rapporto con quel sentimento , per lui nuovo, ma che sta cominciano a coltivare, l'amore.
L'amore declinato un po' in tutte le sue forme, dal rapporto paterno filiale a quello tra uomo e donna, un qualcosa che Ellis idealizza candidamente , perchè in fondo è ancora molto bambino e poco uomo, nonostante cerchi di apparire più grande di quello che è.
Ma è un sentimento che viene calpestato sistematicamente un po' da tutti gli altri personaggi in scena: i suoi genitori si stanno separando e lui diviene motivo del contendere anche se la cosa più importante è che la sua casa sul fiume sarà demolita, quella che lui considera sua ragazza è in realtà una civetta che lo ha usato e gettato via, Juniper stessa è talmente volubile da gettare alle ortiche il sentimento di Mud e la sua voglia di fuggire assieme.
Mud è un film di forti pulsioni e cambiamenti destruenti che ondeggia continuamente tra i vecchi , succitati drammoni sudisti tipici di una certa stagione di cinema americano e film decisamente più moderni ( ma ormai classici anche loro) come Stand by me e Un mondo perfetto.
Ellis e Neckbone  sarebbero stati dei protagonisti perfetti per un film di Truffaut.
Ecco, Nichols è riuscito a catturare l'essenza di questi due personaggi senza retorica, senza orpelli inutili e formalismi particolari.
Due personaggi realistici, fatti di carne , sangue e sentimenti.
Che non dovrebbero essere mai calpestati.
Mai. Da nessuno.
Naturalmente in Italia è stato ignorato...e che ve lo dico a fare...

( VOTO : 7,5 / 10 ) 

  Mud (2012) on IMDb

I migliori film dai miei anni in poi .... # 6

Penultima puntata di questa serie di posts dedicati allo scandagliare nelle mie memorie cinematografiche, per scegliere un film solo per anno ed eleggerlo mio preferito. Uno ed uno solo. E' questo il bello del gioco.
Da un'idea di Frank Manila, un giochetto che è diventato come una droga domenicale. 
Quasi mi dispiace che domenica prossima sarà l'ultimo anno.Oppure dovrei cominciare a scegliere i migliori film dei prossimi anni. Ma ho la sfera di cristallo a lucidare quindi temo che non sarà possibile.

2001 A TEMPO PIENO 

Il 2001 è stato letteralmente stracolmo di film che ho visto e che ho amato. La scelta è stata difficile ma non posso dimenticare quanto mi ha tenuto sulle spine questo film , da noi praticamente ignorato ( all'epoca Cantet era un emerito sconosciuto anche in Francia) e che ebbi la fortuna di vedere in una rassegna estiva. La lotta è stata serratissima fino all'ultimo respiro con quello che considero il capolavoro di Guediguian, regista molto amato qui a bottega, cioè La ville est tranquille, immenso caleidoscopio su una Marsiglia intima e spietata.Non posso dimenticare di citare altri film molto amati alla loro uscita come Il mestiere delle armi di Olmi, grande cinema italiano come se ne faceva una volta, Parla con lei di Almodovar che al cinema mi emozionò profondamente, non posso dimenticare nemmeno gli occhi di Sandra Ceccarelli in Luce dei miei occhi o il film con cui ho scoperto Audiard, Sulle mie labbra, thriller hitchockiano post litteram.
E anni dopo ho recuperato un film delizioso che merita di essere citato: il coreano My sassy girl, una
commedia sentimentale che sa come prenderti il cuore.

2002   LA 25ª ORA

Mi piace Spike Lee e qui credo che abbia raggiunto il suo apice: impossibile non premiarlo anche perchè a me è successo qualcosa di paragonabile a quello che accade al protagonista di questo film: avere pochissimo tempo per organizzare la sua vita in previsione di una lunga assenza. Galera per lui, militare per me, per fortuna ancora non ho provato l'ebbrezza della permanenza nelle patrie galere.
Anche nel 2002 film fortissimi: Infernal Affairs ( per chi conosce solo The Departed si andasse a rinfrescare questo capolavoro), uno dei capolavori di Lee Chang Dong, Oasis,il documentario Bowling a Columbine del debordante Moore e tanto cinema europeo come Magdalene di Mullan, I lunedì al sole di De Aranoa ,un film tristemente premonotore sulla crisi che avremmo vissuto e non posso dimenticare L'avversario agghiacciante storia vera raccontata in modi asettici e senza voli pindarici, Una delle prove migliori di Daniel Auteuil.

2003  MYSTIC RIVER

Qui scegliere è stato abbastanza semplice , Mystic River è un film che ti si imprime addosso col fuoco , il mio preferito di Eastwood che mette definitivamente a tacere tutti quelli che osavano ancora dubitare della sua statura di autore. Regia sublime e attori tutti al loro meglio. il 2003 è anche l'anno di un film amatissimo qui a bottega che è Memories of murder di Bong Joon Ho( anche questo scoperto purtroppo dopo come tanta cinematografia coreana fino a qualche anno fa di difficilissima reperibiltà) ma anche di una di quelle opere monstre che manca tanto al cinema italiano recente, La meglio gioventù di Marco Tullio Giordana da vedere assolutamente nella versione estesa da sei ore. Vorrei anche segnalare un horror giapponese che si può fregiare del fatto che sia stato uno dei pochi a mettermi veramente paura: Ju On di Takeshi Shimizu. Il ragazzino per un po' di giorni lo trovavo da tutte le parti, anche all'angolo della doccia.....

2004 NOBODY KNOWS

L'idea alla base della compilazione di questa lista è che deve essere il
cuore a comandare e il cuore mi ha comandato di mettere questo film di Hirokazu Koreeda come film del 2004. E' il film attraverso cui ho scoperto questo grandissimo regista, uno dei più grandi in assoluto e non sto parlando solo del Giappone, una pellicola lacerante come poche basata su una storia vera. Koreeda sa lavorare come pochi sui bambini senza creare piccoli mostri ma riesce a ritrarli sempre nella loro spontaneità.
Il 2004 è anche l'anno delle emozioni fortissime regalatemi da Million dollar baby, meritevole del primo posto di quest'anno allo stesso modo di Nobody Knows ma questa lista è compilata sempre con la logica dell'highlander " Ne rimarrà soltanto uno!!!", di Collateral , sublime incursione notturna di Michael Mann con Cruise villain perfetto ma anche del bellissimo 36 Quai Des Orfevres del grandissimo Olivier Marchal, ex capitano della polizia francese che quindi le cose le conosce dal di dentro ,che ha rilanciato la stella del polar anche in Francia dove stava vivendo un momentaneo appannamento.

2005 EL AURA 

Sarà cinema di nicchia come qualcuno lo ha definito ma El Aura è grandissimo cinema senza se e senza ma. Un grandissimo Ricardo Darin, altro attore amatissimo da queste parti, al servizio di un grandissimo regista, Fabian Bielinsky, strappatoci via troppo presto da un destino bastardo.Non credo che ne esista una versione doppiata in italiano ma vale la pena di recuperare questo grandissimo film (di cui abbiamo parlato qui ).
Altri pesi massimi nelle mie preferenze di quell'anno furono I segreti di Brokeback mountain ( con cui feci un bellissimo scherzo a mio padre , grandissimo amante di western classico), il bellissimo A History of Violence come anche Tutti i battiti del mio cuore,grandissima conferma di Audiard e il feroce Cacciatore di teste di Costa Gavras. Da segnalare anche Romanzo Criminale di Michele Placido che mi aveva fatto sperare in una rinascita del film di genere in Italia. Purtroppo è stato una rondine che non ha fatto primavera....

2006 LA NOTTE DEI GIRASOLI 

Qui ho rischiato davvero l'esaurimento nervoso, fino a che non ho scritto il titolo che ho eletto a film di quest'anno non avevo deciso. L'altro contendente era Once, altra pellicola  che
adoro. Diciamo che sono due film che toccano benissimo due aspetti diversi del mio gusto cinematografico: più cerebrale ma allo stesso tempo anche più sanguigno La notte dei girasoli, più sentimentale ma forse anche un po' più paraculo Once anche se metterei non una ma diecimila firme per avere film paraculi di questo tipo, cioè che riescono a toccarti il cuore con una canzone, uno sguardo o una strada di Dublino.
Per gli altri non c'è stato storia anche se parliamo di film grandissimi come Volver di Almodovar, di Le vite degli altri un thriller civile a cui abbandonarsi senza riserve, Salvador 26 anni dopo un film basato sulla storia vera di Salvador Puig Antich l'ultimo giustiziato in Spagna col metodo crudele della garrota o anche il film che mi ha fatto scoprire un nuovo autore inglese da amare senza riserve: sto parlando di Shane Meadows ( piccoli Ken Loach crescono) e del suo bellissimo This is England.


Troppe parole anche oggi ma non ce la faccio a contenermi, sono verbalmente incontinente.
That's all folks.
Domenica prossima gran finale!!!

Jumat, 01 November 2013

Rango ( 2011 )

Nel West sabbioso e desertico si aggira un camaleonte in profonda crisi di identità,. A un passo dalla morte per sete e per eccessivo calore trova una cittadina che è sotto il dominio dei banditi e di affaristi senza alcuno scrupolo.Hanno bisogno di uno sceriffo e il camaleonte è pronto ad assumersi questa responsabilità.
Il suo nome è Rango e ha deciso di mettere ordine. O forse no perchè la paura lo domina assieme a un generoso pizzico di vigliaccheria...
Fino a a prima di questo film il western non era un genere per cartoni, tranne qualche sporadicissima eccezione ( un Fievel se non ricodo male). 
Oggi tra Ringo e Django c'è di mezzo Rango, eroe di squame mimetiche che suo malgrado si ritrova a essere il salvatore di paesello assetato da sindaco latifondista.
E ' in totale crisi di identità al pari delle sue squame che non sanno più di che colore diventare
Rango è un film di esordi: quello di Verbinski e della Industrial Light & Magic che in mezzo a tanto effettare non aveva pensato mai nemmeno allo straccio di un film di animazione.
Tutto sommato una scommessa vincente, sia al botteghino ( di poco perchè è costato un botto di dollari) ma soprattutto dal punto di vista sostanziale.
Non tutto funziona alla perfezione ma il film di Verbinski è un'ottima piattaforma da cui partire per nuove sfide planetarie ai masterminds dell'animazione Pixar e Dreamworks.
Il mondo del west è un pozzo di San Patrizio a cui attingere copiosamente ma l'idea che sta alla base di Rango cioè citare, filtrare e rileggere comunque un pò di tutto in un gigantesco frullatore di generi, è talmente sovraccarica da far stentare la partenza del film, come appesantita da tutto quello chassis di citazioni che si porta dietro.
E questo problema si ha anche nella chiusura: sono tante e tali le tracce aperte che è difficile chiudere tutto senza scompensi.
Il pregio maggiore di Rango risiede nell'originalità: è un eroe brutto, ai limiti della repellenza( forse anche oltre) , riesce sempre a sopravvivere per una miracolosa combinazione di furbizia e buona sorte, diventa sceriffo di Dirt senza colpo ferire e bastano due parole al posto giusto per farlo diventare pistolero sanguinario e infallibile.
Non mente ma è bravissimo a omettere.
Riassumendo è un furbetto del quartierino che quasi vorresti vedere spiaccicato su qualche parabrezza di passaggio ma guardando bene il film non si trova niente di meglio. 

A questo punto bisogna tenerselo. E il nostro come in ogni risalita dagli inferi che si rispetti si guadagnerà il suo posto al sole, volente o nolente.
C'è Sergio Leone con i suoi spazi sconfinati in attesa di progresso, c'è l'High Noon di Zinnemann ma senza Gary Cooper , c'è la geometria di Ford e il sentimento di Hawks, un inseguimento stile Intrigo Internazionale di Hitchcock ma ci sono anche l'ossessione dell'acqua come in Chinatown di Polanski e tutta una serie di trovate sbilenche che fanno pensare ai Coen. 
Di tutto e di più, ognuno ci troverà il proprio film.
L'unico dubbio che permane è quello del target: è forse operazione che si rivolge più agli adulti che ai bambini, snobisticamente cinefila che forse ai più piccoli sembrerà incomprensibile in più di un passaggio.
Rango è per certi versi un esperimento bizzarro, magari non riuscito al 100% la cui pecca maggiore risiede forse nel non aver organizzato al meglio la sovrabbondanza di materiale narrativo alla sua base. 
Ma ad avercene.
Da vedere,  ma direi soprattutto da sentire con le voci originali di Depp, Winstone, Alfred Molina, Bill Nighy e tanti altri.

( VOTO : 6,5 / 10 ) 

  Rango (2011) on IMDb