Senin, 16 September 2013

Intruder ( 1989 )

In un supermercato di periferia si sta facendo la chiusura serale quando alle casse si presenta con fare bellicoso Craig, ex di Jennifer , una delle cassiere. E' un tipo poco raccomandabile e una cattiva nomea, oltre all'atteggiamento aggressivo.Viene cacciato grazie all'aiuto degli altri dipendenti ma promette vendetta. Intanto i dipendenti del supermarket apprendono da uno dei proprietari che saranno licenziati a breve in quanto l'attività è stata venduta. E in sovrappiù un maniaco senza volto comincia a ucciderli a uno a uno  nei modi più disparati...
Intruder è un tardo slasher arrivato quasi alle soglie degli anni '90 , quando lo slasher stava scemando ormai nell'immaginario collettivo e che negli anni si è guadagnato , a ragione, una discreta fama sia al di là che al di qua dell'oceano.
Al di qua dell'oceano soprattutto perchè lo hanno visto in pochissimi trasformandolo in oggetto di culto, praticamente mitologia cinematografica.
Il perchè di questa fama è presto detto: per prima cosa le firme presenti dietro questo progetto.
Scott Spiegel, il regista, qui praticamente al suo esordio è un amicone di Sam Raimi, presente in Intruder in uno dei ruoli principali , è presente anche Bruce Campbell in un gustoso cameo oltre a Ted Raimi e  gli effetti speciali, molto curati e splatterosi senza compromessi, sono della ditta Kurzman , Nicotero e Burger responsabili dei migliori effetti negli horror di quegli anni e oltre
Intruder è uno slasher dall'intelaiatura abbastanza standard per non dire poco originale: un pugno di personaggi in un ambiente chiuso e circoscritto, un supermarket che ha tanto il sapore di archetipo romeriano , una sceneggiatura scritta su uno scontrino per quanto povera ( siamo ai limiti del porno per come certe situazioni sono create in modo imbarazzante e ingiustificato, tipo all'inizio tutti si mettono a picchiare Craig senza manco sapere chi è ), una capacità particolare di isolarsi e di accorgersi tutto con il solito, classico attimo di ritardo, un maniaco senza volto che solo all'ultimo svelerà la sua identita ( e il finale ha molto il sapore di una beffa anche per gli stilemi consolidati del genere).
Quello che distingue Intruder dalla paccottiglia slasher di quegli anni è la regia molto raimiana ( e chissà che il giovane Sam, una faccia che non gli daresti un centesimo, non abbia avuto influenza su Spiegel o abbia direttamente imbracciato lui la cinepresa) con prospettive inedite e deformanti date da una camera che spunta un po' da tutte le parti, compreso un carrello della spesa o inquadra tutto attraverso una bottiglia che filtra e modifica tutto, ma soprattutto la violenza che lo caratterizza con omicidi violentissimi, splatter come se piovesse e qualche sequenza assolutamente memorabile ( tipo una testa affettata in senso orizzontale).
Distribuito in Italia in dvd con il titolo alternativo di Terrore senza volto.
Datato , poco originale ma una visione magari nostalgica, la merita.

( VOTO : 6 / 10 ) 


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Minggu, 15 September 2013

R.I.P.D.- Poliziotti dall'aldilà ( 2013 )

Nick, giovane poliziotto, assieme al collega Bobby si trova a sottrarre durante un sequestro un manufatto d'oro massiccio al fine di sistemare un po' meglio la sua vita . Ma si pente e manifesta a Bobby l'intenzione di restituirlo. Durante un'azione Bobby non esita a ucciderlo a sangue freddo e Nick si ritrova nell'aldilà arruolato all'istante nel R.I.P.D. ( Rest In Peace Department), un'agenzia di poliziotti morti come lui, organizzata per combattere sulla Terra la presenza di demoni , spiriti fetidi che si nascondono sotto sembianze umane. Nick fa coppia col veterano Roy, uno sceriffo morto più di un secolo prima e assieme , dopo aver domato la volontà di vendetta di Nick , si adopereranno per sventare un piano diabolico che può portare all'apocalisse.
Come approcciarsi a un film evidentemente scacciapensieri come R.I.P.D.- Poliziotti dall'aldilà?
Bisogna farlo in modo basso senza alcuna pretesa, lasciare i neuroni a nanna per un po' e non chiedersi troppo " Ma 'sta scena dove l'ho già vista?".
Il film di Schwentke ( più che un cognome , un codice fiscale), tratto dall'omonimo fumetto, intrattiene e fa sorridere ma ha un problema non facile risolvere: è una scimmia , un orangu tan  gigantesco, un gorilla cazzutissimo che gli sta attaccato dietro le spalle e quello scimmione si chiama Men In Black.
Troppi i riferimenti agli uomini in nero vestiti come Blues Brothers, l'agenzia, i mostri celati sotto fattezze umane, le armi gadgettose, l'ironia che percorre trasversalemente tutto il film anche durante le scene d'azione più concitate.
Il guaio irrisolvibile per R.I.P.D.- Poliziotti dell'aldilà è che Men In Black è molto più divertente e poi avrà sempre lo status di originale mentre il film con Ryan Reynolds e Jeff Bridges (che da parte sua riesce ad asfaltare totalmente il collega dotato dell'espressività di un totano decongelato) nonostante tutti i loro sforzi per creare l'alchimia giusta sarà sempre la copia, seppur conforme, all'originale.
Inoltre si rispolvera tutto l'armamentario del buddy movie e dei classici film sulla coppia di poliziotti ( qui detective e sceriffo del vecchio West) che nel cinema americano è stata oramai declinata in tutti i modi possibili
Buona la trovata del ritorno dei due poliziotti sulla terra sotto le spoglie di una bellissima bionda e di un nonnetto cinese ma la cosa non è gestita bene, credo che avrebbe avuto un potenziale comico molto maggiore se gestita con più brillantezza e acume
Probabilmente il diavolo non è così brutto come lo si dipinge perchè questo film è stato massacrato urbi et orbi dalla critica ufficiale e non, alla fine non è un gran dolore  vederlo.
Si passano poco più di 90 minuti col cervello spento ( ottimo anche il fatto che non duri tantissimo), si sorride un paio di volte e comunque non c'è nulla da dire sugli effetti speciali , un curioso mix tra artigianato e computer grafica, del resto parliamo di un film costato la bazzecola di 130 milioni di dollari e che fino ad ora ne ha incassati meno della metà e sul look accattivante mutuato dal fumetto.
Da stravaso degli zuccheri il prefinale in stile Ghost, a qualcuno( me compreso) potrebbe far male.
Insomma si possono perdere questi 90 minuti senza troppi rimpianti.
Poteva andare peggio....

(VOTO : 5 / 10 )


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Sabtu, 14 September 2013

Submarino ( 2010 )

Nick vive in un piccolo appartamento squallido: è appena uscito di prigione e cerca di dimenticare la sua vita grama con lunghe sedute di pesi in palestra e bevute massacranti. Ha un fratello minore ( nel film non ha nome)  che ha un figlio, Martin, è vedovo e tossicodipendente. Non si vedono da anni ma si incontrano di nuovo al funerale della madre che ha segnato la loro infanzia per la sua dipendenza all'alcol.
Un altro evento ha segnato in modo definitivo l'infanzia di Nick e del fratello.
Ora entrambi cercano di fuggire dalla spirale autodistruttiva in cui sono imprigionati.
Ma non sarà facile....
C'era già Shakespeare che in tempi non sospetti diceva che c'era del marcio in Danimarca.
E per vedere il marcio che si nasconde in un Paese lindo e progredito come il piccolo Stato nordico, basta guardarsi un film di Thomas Vinterberg che con la sua cinepresa da entomologo sfruculia letteralmente nello squallore che si nasconde dietro la facciata pulita e rispettabile danese.
Submarino è uno sguardo cupo e disperato su una Copenaghen nascosta agli occhi dei turisti, un coacervo di fallimenti, di clochard buttati agli angoli della strada a subire le angherie del tempo e di bulletti occasionali, di famiglie disfunzionali tenute assieme non si sa come, di esistenze al margine che vanno avanti per inerzia , giorno per giorno.
Non è un bel posto per viverci questa Copenaghen tratteggiata in modo così feroce e realistico: lo sa bene Nick che si sente nè più , nè meno di un rifiuto della società e lo sa anche  suo fratello che nel film non ha nome, un tossicodipendente senza speranza che cerca goffamente di nascondere questo suo "vizietto" al figlio che in molti frangenti si dimostra più adulto del padre.
Ecco, in questo quadro di totale annichilimento  , l'unica speranza che lascia intravedere un film a tonte fosche come Submarino, è legata al ruolo dei bambini che spesso sono più adulti di coloro che adulti lo sono solo anagraficamente e che dovrebbero badare a loro.
E'evidente nel flashback che apre il film e che descrive l'ambiente da cui sono venuti fuori Nick e il fratello ( madre alcolizzata assolutamente non in grado di badare loro) bambini che  avranno la loro infanzia segnata da un'immane tragedia, ed è evidente anche nel rapporto tra Martin e il padre tossicodipendente, in quello sguardo a metà tra il comprensivo e l'inquisitore, una sorta di rimprovero per un genitore che vorrebbe nascondere tutti i fantasmi della sua vita dietro i paradisi artificiali creati dall'eroina.
Submarino non lavora per ellissi, picchia direttamente allo stomaco descrivendo esistenze gettate via o che si stanno gettando dentro un abisso senza fondo.
Vinterberg non lavora di cesello ma stavolta usa la sciabola per un film di durezza inaudita in cui tutto viene mostrato e non suggerito: anche la tragedia terribile a cui devono sopravvivere Nick e il fratello, dai tempi della loro infanzia.
In un alternanza tra esterni grigi e ghiacciati di una Copenaghen ben lontana dallo stereotipo fissato nelle immagini delle cartoline ed interni in cui lo squallore è appena rischiarato dalle scene in cui il fratello di Nick cerca di dare al figlio quella quiete familiare negata dal destino ( ma anche se non soprattutto da quella immensa fregatura del libero arbitrio), Submarino conferma il talento di un cineasta come Vinterberg che lontano dai rigidi dettami del Dogma, lascia intuire la sua capacità di raccontare tutto il marcio che si nasconde dietro una società apparentemente aperta e all'avanguardia come quella danese.
Facendoci sapere che Shakespeare aveva proprio ragione.

( VOTO : 7,5 / 10 ) 

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Jumat, 13 September 2013

Come ti spaccio la famiglia ( 2013 )

David è un piccolo spacciatore che smercia in tutta tranquillità la sua erba. Una sera viene rapinato da una gang di minorenni e il suo boss lo obbliga ad andare in Messico a prelevare una grossa partita di droga per sdebitarsi. L'idea brillante che ha David è quella di inventarsi una famiglia-tipo americana per destare meno sospetti in frontiera: ingaggia la spogliarellista che gli vive alla porta accanto di cui è innamorato( e lei avendo appena perso il lavoro accetta subito...o quasi), un ragazzo non particolarmente sveglio e una ragazza praticamente senza casa.Et voilà, ecco i Miller, a cavallo del loro camper monstre che vanno in vacanza in Messico e tornano negli USA con quintali di droga. Le cose naturalmente non andranno come previsto e saranno inseguiti da polizia e spacciatori. Ma l'unità familiare ....
Come ti spaccio la famiglia ( una delle prove più brillanti dei titolisti italiani da un po' di tempo a questa parte, in originale questo film si chiama We're The Millers, quindi la traduzione è veramente da codice penale), non è la classica commedia americana buonista di stampo familiare.
E' scorretta, sboccata, volgare però in maniera del tutto funzionale alle situazioni abilmente ricreate, assolutamente prevedibile in tutti i suoi sviluppi ( perchè sappiamo benissimo che il viaggio subirà numerose battute d'arresto) ma fottutamente divertente alternando sequenze di comicità di grana grossa, molto grossa ad altre in cui il meccanismo è più sofisticato, da commedia degli equivoci con i tempi perfettamente calibrati ( la sequenza in cui "madre " e "sorella" fanno a gara a insegnare come si bacia al fratello/figlio che naturalmente si presta di buon grado).
Buona parte della riuscita del film si deve anche all'alchimia che si instaura tra i protagonisti che sembrano  calati nei rispettivi ruoli con grande naturalezza e magari si sorvola su qualche piccolo accorgimento di sceneggiatura per permettere ai Miller di superare ai vari ostacoli.
Si sorvola perchè si è letteralmente bombardati da scenette divertenti che strappano la risata grassa: da ricordare a questo proposito la sequenza in cui un Luis Guzman più disgustoso del solito, con la panza orgogliosamente in fuorigioco rispetto alla cinta dei pantaloni, chiede una bustarella in natura ai Miller e confessa che preferisce la compagnia degli uomini....
Una gag quasi da lacrime per il troppo ridere !
Altre gags da ricordare oltre a questa e alla lezione di bacio, sono quelle inerenti l'incontro con una coppia di viziosetti che vogliono fare lo scambio di coppia e una gag stile fratelli Farrelly in cui un ragnone peloso pizzica nelle parti basse il Miller più giovane, determinando un'esilarante escursione in ospedale.
Pazienza per il finale un po' troppo lieto e tranquillo ( almeno apparentemente ma ci sono delle strane piante in giardino... diciamo che i Miller hanno un pollice verde piuttosto alternativo) che piace tanto in quel di Hollywood.
In definitiva Come ti spaccio la famiglia non è nulla di originale o epocale ma raggiunge perfettamente lo scopo per cui è costruito: far ridere.
E per questo può dirsi pienamente riuscita.
Astenersi esteti del vocabolo e bigotti benpensanti.

( VOTO : 7 / 10 )

  We're the Millers (2013) on IMDb

Kamis, 12 September 2013

Cockneys vs Zombies ( 2012 )

Durante degli scavi per delle costruzioni nella zona di East London viene scoperchiata una tomba del XVII secolo , i cui residenti ischeletriti e zombeschi non trovano di meglio da fare che prendere a morsi gli operai che hanno avuto la sfortuna di scendere nel sotterraneo. Intanto una banda che definire dilettante e raccogliticcia è un eufemismo , organizza una rapina in banca. I due ragazzi a capo della banda vogliono trovare i soldi per evitare che venga demolito l'ospizio dove risiede loro nonno.
Rubano due milioni e mezzo di sterline e riescono a fuggire perchè la città è invasa dagli zombi. Ora il problema è salvare la pelle ed evitare di essere presi a morsi dai morti che camminano che pullulano ad ogni angolo di strada....
Nell'approcciarmi a questo film la prima cosa che mi sono chiesto è che cosa è un cockney: ho scoperto che è il termine con cui si indica un esponente della classe proletaria londinese, residente soprattutto nella parte di East London.
Fatto questo ho cominciato la visione avendo però davanti agli occhi la pubblicità sulla locandina del film che parla di un improbabile crossover tra il cinema di Guy Ritchie e Shaun of the dead.
Ora con tutta la benevolenza , Cockneys vs Zombies forse fa parte di un ideale genere che prenda un po' dal primo  e un po' dal secondo( soprattutto)  ma direi che siamo abbastanza lontani dai riferimenti, perlomeno come risultato finale.
Troppo edulcorato per essere un film di Ritchie, troppe gags riciclate per avvicinarsi minimamente a Shaun of the Dead, per chi scrive un film unico e inarrivabile nella sua peculiarità.
Il film del tedesco Matthias Hoene è una visione che procede spedita, leggera come l'acqua di rose ma assolutamente dimenticabile nel mare magnum ( e che si ingrossa sempre di più) delle cosiddette zom com.
Gli zombie rispettano tutti i dettami a suo tempo stabiliti da Romero, l'inizio dell'epidemia riprende abbastanza i meccanismi di Shaun of the Dead e poi si assiste a una sparatoria infinita in cui con ogni tipo di arma ( anche una katana ) si fanno saltare le teste degli zombies.
E se è vero che ci sono alcune gags divertenti ( la rapina ad esempio oppure l'inseguimento low speed tra un nugolo di zombie e un vecchietto con tanto di deambulatore) ce ne sono altre che non fanno ridere per nulla ( l'incontro/scontro tra gli zombie appartenenti a due tifoserie calcistiche contrapposte).
Il manipolo di vecchietti regge discretamente la scena, Alan Ford è cazzutissimo nel suo ruolo nonostante le tante primavere sul groppone, ma tutto sembra riciclato, di seconda mano, clonato da film molto più riusciti.
Abbastanza riusciti gli effetti speciali con spappolamenti di teste perseverati ma tutto è incernierato in modo da far meno paura possibile, l'intento principale è quello di far ridere.
Perchè in fondo i protagonisti non sono gli zombie , nè i giovani rapinatori.
I veri assi nella manica della pellicola sono i  Cockneys, terribili vecchietti che non hanno nessuna voglia di fare terra per ceci.
Anzi sembra che abbiano più voglia di vivere rispetto ai giovincelli.
Peccato per l'ansia da lieto fine e una menzione d'onore per i titoli di testa in stile comic book.
Cockneys vs Zombies è perfetto per una serata senza pretese, a neuroni spenti.
Perchè stavolta chi si accontenta può anche godersela.

( VOTO: 6 / 10 ) 

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Rabu, 11 September 2013

Wither ( 2012 )

Ida e Albin sono una coppia felice che non ha particolari problemi se non quello di pianificare di trascorrere il fine settimana assieme dopo tanto tempo che non riescono a farlo. Decidono di passare assieme ad alcuni amici un weekend in una casa tra i boschi semi abbandonata scoperta dal padre di Albin. Ma nella casa c' è una botola e dentro quella botola c'è qualcosa che determina in ognuno cambiamenti irreversibili.
Sarà una lotta per la sopravvivenza all'ultimo sangue.....
Siete in astinenza completa e irrimediabile e non potete vivere senza l'Evil Dead originale e relativi seguiti targati Sam Raimi?
Il remake tanto strombazzato di quest'anno vi ha deluso e avete deciso di mettere fuoco al Blu Ray che vi hanno appena regalato sapendo della vostra passione per l'originale? Siete stufi dei soliti teen horror plastificati americani in cui tutto il sangue e i liquami biologici sono solo trucchi creati col computer?
Volete un po' di sangue e frattaglie vere, fegatini sparsi e mobili usati creativamente come corpi contundenti come non succedeva dai tempi di Alta tensione di Alexander Aja? Volete anche un paio di ragazze di livello?
Non siete ancora stufi di case nei boschi e di botole nel pavimento che nascondono chissà quali mostri?
E neanche di simil zombies che non vanno giù neanche a colpi di doppietta caricati con palle da cinghiale?
Ecco allora fermatevi, avete trovato il film che fa per voi.
E' un film svedese, quindi fuori dai circuiti internazionali, realizzato da una troupe ridotta all'osso ( in ogni fase della lavorazione del film c'erano sempre i soliti tre nomi) con un budget da filmino della Prima Comunione, se non ho sbagliato calcoli con il cambio corone svedesi/euro, questo film dovrebbe essere stato realizzato con appena 35 mila euro.
Wither (un altro titolo con cui circola è Cabin of the dead, una botta suprema di originalità) è un remake apocrifo non dichiarato dell'Evil Dead raimiano a cui si richiama in modo quasi imbarazzante, ci sono anche alcune inquadrature copiate di sana pianta.
Senza però l'ironia sbracata che caratterizzava l'originale: qui a parte i primi venti minuti in cui si introducono i personaggi ( ma il film si apre con una sequenza abbastanza inquietante che fa entrare subito nell'atmosfera malata come da copione), si pesta di brutto sulla violenza, sullo splatter e sul gore.
E se la storia assomiglia a milioni di altre la cattiveria e la brillantezza della realizzazione ne fanno un film assolutamente decente e non è cosa da poco vista la partenza ad handicap a causa della totale mancanza di originalità.
Non c'è nulla di originale , ci sono alcuni personaggi che compiono le solite azioni ad minchiam ( tipo arrivi in una casa che neanche conosci, vedi una botola e ti ci fiondi per vedere che cosa c'è dentro? cazzo, ma non hai mai visto un film horror?) ma è un film che nella seconda parte ha ritmo da vendere e ha effetti speciali molto artigianali, molto vintage ma assolutamente encomiabili visto il budget a disposizione.
Tra Evil Dead, Cabin fever , Alta tensione e milioni di altri titoli Wither probabilmente non ha la forza di emergere in modo definitivo ma stupisce che una pellicola realizzata con pochi spiccioli come questa regga visivamente il confronto con produzioni ben più ricche.
E poi ha quel tono dark, apocalittico che cattura alla perfezione l'atmosfera che si respirava nei primi due Evil dead targati Raimi.
Wither è un film che cita il maestro con una passione contagiosa .
Un'ora e mezzo di divertimento senza pretese....

( VOTO : 6,5 / 10 ) 

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Selasa, 10 September 2013

Comic Movie ( 2013 )

Due ragazzi cercano di rubare il pc a un loro amico più nerd di loro e lo tengono occupato con la ricerca in rete del film "più bannato di tutti i tempi", il famigerato Movie 43 ( titolo originale del film). Durante la ricerca si imbattono in altri filmati di vario tenore che costituiscono i vari episodi del film.
Oh! Il film comico ad episodi, vero e proprio sottogenere della commedia all'italiana e abbandonato vari anni fa anche dal nostro cinema sempre più asfittico, si ripresenta all'americana cercando di richiamare alla memoria la demenzialità pura ( accoppiata però a una generosa dose di genialità) di un film unico e irripetibile come Ridere per Ridere di John Landis a cui questo collage di scenette , per lo più ad minchiam, cerca di ispirarsi.
Cerca....ma non riesce, purtroppo.
Nonostante sia un progetto realizzato a più mani, o forse sarebbe il caso di dire a più piedi, non ci si riesce mai ad elevare al di sopra della comicità escrementizia sdoganata a suo tempo dai Farrelly e poi abbandonata per strada col passare degli anni.
E così se Hugh Jackman può anche divertire con una bella coppia di testicoli appesi al collo di cui sembra accorgersi solo una sempre più stranita Kate Winslet ( che dimostra talento inaspettato per la commedia) e se la storia del figlio a cui i genitori simulano in casa tutto quello che gli può accadere a scuola ( compreso bullismo, primi amori e professori di ginnastica dai metodi molto spicci, creando un pazzoide che va in giro con una bambola di pezza a grandezza naturale) funziona dimostradosi forse la cosa migliore di questa antologia, gli altri episodi non strappano il minimo sindacale delle risate.
E' fastidioso l'episodio in cui Anna Faris vuol farsi defecare addosso dal suo fidanzato, idiota quello in cui una specie di gatto cartone animato che sembra il fratello di Garfield si mette in mezzo a due fidanzati ( e interagisce con loro come un novello Roger Rabbit), abbastanza vuoto quello con Kieran Culkin  ed Emma Stone, eccessivamente tirato per le lunghe quello con Halle Berry impegnata in un'estenuante partita a Obbligo/Verità col suo partner occasionale, con un buono spunto, poi gettato via, quello con Richard Gere in cui l'I-Babe ha la ventola di raffreddamento nel posto sbagliato ( che mi ha ricordato tanto la pubblicità del Tantum Rosa, il detergente intimo femminile che ha provocato decine di casi di intossicazione perchè assunto per via orale da tante solerti signorine, al punto tale che per un certo periodo sulla pubblicità è comparso il bollino " Non assumere per bocca", ecco diciamo che gli utenti di questa bambola gonfiabile a grandezza naturale , l'I-babe, ficcavano il coso dove non avrebbero dovuto), irritante quello dei Leprecauni ( interpretati, si fa per dire , da Gerard Butler)a cui Johnny Knoxville e un Sean William Scott versione oversize cerca di estorcere una pentola d'oro.
Il problema grosso di Comic Movie è che è comico come versarsi una granita nelle mutande, fa ridere poco e male e spara le sue cartucce migliori subito, all'inizio, poi navigando a vista nel mare dell'oscenità fine a se stessa.
La novità è che grossi nomi del jet set hollywoodiano si sono fatti coinvolgere in questo progetto ( a dire il vero piuttosto travagliato visto che va in giro da un paio d'anni questa antologia di sketch che sarebbero per la maggior parte rifiutati anche dal Saturday Night Live, patria di una certo tipo di comicità greve) ma purtroppo per chi sta dall'altra parte dello schermo, cioè noi miseri spettatori, c'è la netta impressione che si siano divertiti molto di più loro a farlo che noi a vederlo.
Anche questo definito come Sharknado "il film più brutto di tutti i tempi" ( questa settimana sul blog solo cinema di qualità) ma stavolta è vero.
Sharknado fa ridere molto più di questo Comic Movie , tra questi due passa la stessa differenza che c'è tra uno scult epocale e la semplice monnezza che il camioncino si porta via ogni mattina presto.
Almeno una cosa buona ce l'ha questo Comic Movie: mi ha fatto venir voglia di recuperare il dvd di Ridere per Ridere, che conservo gelosamente da vari anni come un'icona da idolatrare.

( VOTO : 2 / 10 ) 

Movie 43 (2013) on IMDb