Kamis, 19 Desember 2013

AMMINISTRATIVE 2014


Il Gruppo M5S di Castelnovo ne' Monti apre ufficialmente le candidature per ricoprire la carica di consigliere comunale per la lista: Movimento 5 Stelle Castelnovo ne' Monti

ATTENZIONE:

CAUSA CAMBIAMENTI REGOLE DEL MOVIMENTO NAZIONALE PER LA PRESENTAZIONE LISTE SIAMO STATI COSTRETTI A CHIUDERE ANTICIPATAMENTE LE CANDIDATURE. 

PER CHI NON E' RIUSCITO A PRESENTARE LA PROPRIA CANDIDATURA POTRA' IN OGNI CASO FARLO ENTRO E NON OLTRE IL 21.02.2014 UNITAMENTE ALLA COPIA DI UN DOCUMENTO DI IDENTITA' VALIDO E DEL CERTIFICATO PENALE E CARICHI PENDENTI.


Il Movimento 5 Stelle da sempre si batte per la trasparenza di ogni atto politico. Vogliamo la  politica dei cittadini, vogliamo scegliere i nostri rappresentanti  alla “luce del sole” e per questo pubblichiamo online questo articolo .

I nostri candidati consiglieri saranno scelti con queste regole: Regolamento Candidature
Qui potete trovare  il: Modulo Candidatura
Per eventuali informazioni o domande potete contattarci tramite la mail: Info candidature 
Per potervi candidare dovrete utilizzare la mail:candidaturacm2014@gmail.com a cui dovrete inviare il “Modulo candidature” e quanto richiesto al suo interno. In alternativa i muduli potranno essere consegnati personalmente al banchetto del sabato mattina a Castelnovo ne' Monti.

Rabu, 18 Desember 2013

Jug face ( 2013 )

Ada vive in una piccola comunità  lontano dalla città che sopravvive facendo piccoli lavori  e producendo clandestinamente whisky da rivendere nella locale drogheria. La comunità in cui vive è regolata da leggi particolari e da sacrifici umani che periodicamente vengono fatti all'entità soprannaturale che risiede nella fossa vicino alle abitazioni .Sacrifici umani in cambio di salute e benessere altrimenti la fossa si prende da sola il suo sacrificio. Il tutto è annunciato da una brocca in cui c'è la faccia del prescelto per il rituale del sacrificio. Ada rimane incinta della persona sbagliata ( il fratello  ) è odiata senza motivo da una madre arpia e trova la brocca col suo volto. La nasconde e convince colui che le brocche le fa a fabbricarne una col volto del ragazzo a cui è stata promessa in sposa.E questo è solo l'inizio delle sue sventure....
Jug Face è l'esordio nel lungometraggio di Chad Crawford Kinkle che il film lo ha anche sceneggiato ed è un classico esponente di horror rurale ambientato nella profondità della provincia americana un po' come i seminali film della serie Children of the Corn, The village di M. Night Shyamalan nella fase in cui ancora non si era bevuto il cervello  o anche come alcuni film di Lucky McKee ( non a caso produttore) come May o The Woman accomunati a questo da un personaggio femminile disfunzionale ma forte e costantemente al centro della scena.
E tutto questo fa pensare anche al cult per eccellenza The Wicker man tramite però il suo loffio remake americano.
Ada non ha nulla per essere simpatica, sembra ingenua patologicamente ma non lo è e non esita a sacrificare altre vite per avere salva la sua.
E questo la rende ancora meno simpatica, sarà lotta per la sopravvivenza ma viene fatta con mezzi abbastanza sleali.
Quello che colpisce alle viscere di questo film non è tanto il gore presente sporadicamente e neppure le visioni " fantasmatiche" che assillano Ada e che la guidano nelle sue azioni per cercare di avere salva la vita.
Di Jug face colpisce soprattutto la brutalità e l'arretratezza di un contesto sociale ottusamente chiuso, impermeabile agli influssi esterni visti come manifestazioni del male , una mescolanza inquietante di legge del taglione e credulità religiosa , paravento dietro il quale si nasconde la pratica selvaggia e bestiale dei sacrifici umani.
In più c'è questa entità misteriosa, la fossa, che sembra uccidere autonomamente in barba a qualsiasi credo religioso e verosimiglianza.
Altro che proprietà curative.
Che cosa è la fossa e che cosa si nasconde al suo interno non è dato saperlo e l'assenza di un qualsivoglia spiegone finale dal punto di vista cinematografico rende bene.
Jug face è un film a basso budget recitato tra gli altri da Larry Fessenden, un altro esponente della scena horror indie americana,una pellicola a cui però manca quello scatto finale per renderla qualcosa di notevole.
E' un film che promette ma che si sgonfia col passare dei minuti, le istanze femministe promesse dal personaggio di Ada vengono contrapposte a una madre crudele che la odia a prescindere e non si sa perchè.
Non parlerei quindi di femminismo in una storia come questa in cui tutti compiono azioni di cui pentirsi.
Quello che salva Jug face dalla mediocrità assoluta è una regia a buoni livelli ( con la presenza di tanti registi esperti sul set credo che era difficile per Kinkle sbagliare per inesperienza) e una recitazione assolutamente all'altezza con performances notevoli ad opera di Laura Ashley Carter ( nella parte di Ada, già presente in The Woman ) , di Sean Bridgers ( nella parte sfumata ma importante di Dawai, colui che fabbrica le brocche col volto umano, anche lui presente in The Woman)  e di una rediviva Sean Young ( brutta, sfatta e sgraziata nella parte della madre di Ada).
Insomma è meglio star lontano dalla profonda provincia americana.
Vi si nascondono mostri inenarrabili.
Anche se il peggiore di tutti rimane l'uomo....

( VOTO : 6 / 10 ) 

Jug Face (2013) on IMDb

Selasa, 17 Desember 2013

Steven Spielberg day - Schindler's list ( 1993 )




Oskar Schindler arriva a Cracovia nel 1939 pronto a sfruttare le leggi restrittive sugli ebrei per farli lavorare nella sua fabbrica di pentole e tegami da fornire all'esercito tedesco. All'inizia guarda solo al proprio tornaconto ma poi qualcosa nella sua coscienza si smuove. Decide di riscattare gli operai della sua fabbrica a uno a uno per salvare loro la vita anche a costo di ridursi in povertà. Ne salverà più di mille...
Un Olocausto in bianco e nero ma col colore che non ti aspetti. Spielberg dal punto di vista del talento filmico è probabilmente uno dei figli maggiormente dotati di questo pianeta ma non sempre ha messo la suddetta capacità, baciata quasi sempre da successo planetario,al servizio dell'arte cinematografica.
Spiegandomi meglio direi che è un uomo degli Studios che ha fatto del cinema commerciale il suo credo, pur potendo fare molto altro e anche molto meglio. Ma il caso ha voluto che i progetti ai quali teneva di più sono quelli che hanno riscosso meno in termini di incassi al botteghino.
Perchè, mettiamoci il cuore in pace, il più delle volte i capolavori dell'arte cinematografica sono assai lontani dai gusti del grosso pubblico. Questo film è la testimonianza più acuta di quello che ho appena affermato.
E'un film giustamente premiato all'Academy Awards ma non vorrei fosse stato premiato per la ragione sbagliata.
Non vorrei che fosse stato così premiato dai parrucconi hollywoodiani unicamente perchè fa figo il solo trattare la tematica della Shoah e non per come è stata narrata questa vicenda. 
Qui a scanso di equivoci si respira aria di capolavoro e di genialità nella trasposizione su pellicola della storia del commerciante cecoslovacco Oskar Schindler. Già dall'inizio vediamo che è difficile catalogare con precisione buoni e cattivi: o meglio abbiamo dei cattivi tout court, nazisti psicopatici e gente come il nostro Schindler che galleggia nell'assenza di ideologia ma cerca solo un tornaconto personale.E gli ebrei presentati all'inizio del film non fanno granchè per diventare simpatici, per essere considerati semplicemente delle vittime come in realtà sono.

Il genio di quest'opera risiede nel virare tutta la fredda cronaca dell'occupazione nazista, del rastrellamento del ghetto, dei campi di sterminio, tutti raccontati con sequenze assolutamente magnifiche girate come il dio del cinema comanda, al melodramma di stampo hollywoodiano senza per questo inciampare nelle trappole retoriche in cui spesso cade.
Spielberg descrive personaggi che evolvono durante il film: il nazista schizofrenico Goeth vedendo Schindler ha come un sussulto di dubbio riguardo alla sua ideologia arrivando persino a perdonare come un deus ex machina chi ha mancato, il contabile polacco di Schindler (un magnifico Kingsley) che all'inizio mal sopporta Schindler e il suo tanto sbandierato edonismo poi ne diventa braccio esecutivo perfetto, lo stesso Schindler da losco intrallazzatore comincia a capire che il nazismo e la sua ideologia non fanno per lui e comincia con le sue armi (soldi e corruzione degli ufficiali) a cercare di preservare dallo sterminio quanti conosce con l'aiuto del suo fido contabile ebreo.
E gradualmente comincia a capire di avere una missione perchè ha la possibilità di salvare vite umane,una missione resa ancora più angosciante dalla compilazione della lista di quelli che possono essere salvati (ma fuori resta l'abisso come dice il contabile).
Arriva a piangere per non aver venduto la macchina o una spilla che avrebbero salvato altre vite umane prima di abbandonare la scena con la sua divisa a righe da deportato per non incorrere in guai più seri.
Spielberg riesce a fondere mirabilmente lo scenario storico universale con l'universo privato e il suo stile lascia il segno.Sceglie un prologo e un epilogo a colori mentre il film è in un abbacinante bianco e nero per sottolinearne purezza stilistica e pathos con un unica concessione di colore (una bambina col cappottino rosso vista da Schindler).
Il regista sottolinea la distorsione del nazismo che se nei gradi alti di comando è distorsione ideologica , in molti ufficiali è solo brama di uccidere proditoriamente, solo bisogno estremo di dimostrare il proprio potere facendo esecuzioni sommarie così solo per il gusto di uccidere. Esemplificativo del discorso sul potere è il confronto tra Schindler che esercita il suo potere corrompendo e badando solo al lato economico esibendo come status symbol i suoi bei vestiti e il suo successo economico e la figura di Goeth (un sublime Fiennes) che vorrebbe diventare come l'altro, vorrebbe persino le sue camicie, ma può esercitare la brutalità del proprio potere solo uccidendo dall'alto della sua dimora col fucile a cannocchiale o sparando alla nuca a bruciapelo.
L'epilogo a colori è di quelli che fanno male: una fila quasi interminabile di persone, di reduci dai campi di concentramento di cui si è parlato nel film , i superstiti tra i personaggi di cui si è narrato nel film e i loro discendenti rendono omaggio alla tomba di Schindler mettendo una pietra sulla sua lapide, ogni pietra su quella lapide è una lacrima che scende......

( VOTO : 9 / 10 ) 

Schindler's List (1993) on IMDb


Questo post è parte dei festeggiamenti per lo Steven Spielberg day , l'omaggio da parte di un gruppo di bloggers in occasione del  compleanno numero 67 del regista. A questi festeggiamenti partecipano anche:
Aloha los pescadores
Cinquecentofilminsieme
Cooking Movies
Director's cult
Il Bollalmanacco di Cinema
Il Cinema Spiccio
Il giorno degli zombi
Ho voglia di cinema
In Central Perk
Life Functions Terminated
Movies Maniac
Non c'è Paragone
Pensieri Cannibali
Recensioni Ribelli
Scrivenny 2.0
The Obisidian Mirror
White Russian

Naturalmente leggere le recensioni di questi amici è IMPERATIVO! Buon Steven Spielberg day a tutti!!1

Senin, 16 Desember 2013

Rampage ( 2009 )

Bill è un ragazzo che ha passato i venti anni e ancora non sa che cosa farà da grande. Più che vivere, vegeta nella sua cittadina facendo il meccanico sfruttato dal suo datore di lavoro, mangia pollo fritto di qualità più che dubbia in locali che hanno visto tempi migliori e con cameriere non molto gentili, beve caffè espresso doppio con extra schiuma che non lo soddisfa ed è un eufemismo, si incontra con un paio di amici a chiacchierare del più e del meno ( ma soprattutto del meno), ha due genitori medioborghesi che non vedono l'ora di mandarlo via di casa a trovare la sua strada.E Billy ha un'idea meravigliosa in testa: un giorno si costruisce un'armatura di kevlar, imbottisce un furgoncino di esplosivo e lo manda a schiantarsi all'interno della stazione di polizia locale. Resa inoffensiva la polizia comincia ad andare in giro per le strade con la sua bella bardatura e spara a chiunque abbia la sventura di pararglisi davanti...
E'passato molto tempo ( molto ma non moltissimo) da quando Uwe Boll era considerato il peggiore regista del mondo e lui non aveva preso bene questa etichetta visto che aveva sfidato pubblicamente i critici suoi detrattori in un incontro di boxe da tenersi sotto i riflettori.
Forse sarà perchè al peggio non c'è mai fine, sarà che nel frattempo si son fatti vivi quelli della Asylum ( che forse sono quelli che al momento fanno i film più brutti del mondo, talmente brutti da essere quasi geniali,eh eh non tutti però...), sarà che il buon Uwe ha cercato di diversificare la sua opera non facendo solo film tratti da vidoegiochi, sarà anche che il regista tedesco è uno dei pochi che si sbatte veramente per far conoscere autori nuovi e produrre film che altrimenti non vedrebbero mai la luce , ma oggi il signor Boll è un personaggio a cui fare attenzione.
Anche per quello che fa al cinema in prima persona.
Ora, non avrei mai detto che nella stessa frase avrei scritto Uwe Boll e bel film ma una pellicola come Rampage mi fa fare anche questo.
Ora non so se Boll era perfettamente consapevole di girare qualcosa di cinematograficamente valido ma tanto è, Rampage mi costringerà a recuperare le sue ultime opere giusto per controllare lo stato dell'arte del regista tedesco e vedere quanto e se è veramente così migliorato.
Non credo sia un caso che sia proprio un tedesco a fare un ritratto così sconsolante della provincia americana e della facilità con cui ci si possa procurare armi in una nazione che ha codificato nelle sue leggi la possibilità di difendersi da parte dei cittadini.
La crisi azzanna anche i polpacci della middle class e così abbiamo un ventenne o giù di lì con poche prospettive che decide di dare una svolta alla sua vita, ma non quella auspicata dai genitori, in verità dei personaggi abbastanza curiosi vista la loro quasi ansia a scrostarsi il figlio di casa.
Billy sceglie la via del nichilismo d'assalto, compie una strage e la memoria non può che andare alle stragi , troppo numerose, provenienti dagli States, che riempiono anche i nostri telegiornali.
La mente corre alla strage di Columbine e al film di Michael Moore ( Bowling a Columbine) ma corre soprattutto a Elephant di Gus Van Sant, un regista che confrontarlo a Boll sarebbe come confrontare la cioccolata con la...beh mi avete capito.
Eppure non siamo così distanti: a differenza di Van Sant, Boll cede più alla tentazione della tamarrata action intervallandola a spezzoni di stile semidocumentaristico con il protagonista che pontifica guardando verso la telecamera, vuole far vedere sangue ed esplosioni, cede anche alla tentazione di un inseguimento finale, più accennato che altro ma complessivamente il regista tedesco riesce a tenere le fila di una pellicola che si fa ricordare più per il concetto che sta alla sua base che non per le uccisioni.
E il body count è elevato, quasi ai livelli di Commando.
Rampage è l'Elephant targato Uwe Boll, è un apologo crudele e disperato su una crisi di valori imperante anche se non ci troviamo semplicemente di fronte a quello che sembra il gesto di un folle come in Un giorno di ordinaria follia in cui Michael Douglas col capello a spazzola , sbroccava di brutto e cominciava a compiere efferatezze.
Bill non è folle, o almeno non è così folle come sembra e il finale conferma questa tesi.
Finale che sarebbe delittuoso spoilerare.
Proprio per la sua follia che è qualcosa che è molto differente da quello che sembra all'inizio un altro film da cui questo Rampage sembra prendere spunto è il bellissimo Polytechinique di Denis Villeneuve  in cui un folle misogino compiva una strage in una scuola canadese.
Bill sembra decisamente un figlio dei nostri tempi di crisi: il nulla sotto vuoto spinto che decide di dare una svolta definitiva alla sua vita.
C'è che tenta di farlo con la lotteria e chi fa come lui.
Un giorno si sveglia , si barda come un novello Robocop e va in giro ad ammazzare gente, non dimenticando delle piccole vendette personali...
Un sogno per qualche squilibrato, un incubo per tutti gli altri....

( VOTO : 7 / 10 ) 

Rampage (2009) on IMDb

Minggu, 15 Desember 2013

Aiuto vampiro ( 2009 )

Darren Shan è il classico bravo ragazzo esponente di una famiglia della middle class americana che più media non si può: pochi grilli per la testa, bravo a a scuola e fissato con i ragni. Un giorno in città arriva il Cirque du Freak e per andarlo a vedere Darren convince il suo miglior amico Steve, che ha una passione per i vampiri, scappa da casa. Tra le varie attrazioni mostruose del circo, tutti veri freaks, Darren conosce l'oscuro Larten Crepsley, un vero vampiro, a cui ruba un ragno velenoso perfettamente addestrato. Lo porta a scuola il giorno dopo ma l'aracnide fugge e semina il panico per la scuola. Steve per cercare di recuperarlo viene accidentamente morso e Darren va da Larten per salvare l'amico. Il vampiro gli propone un patto per salvare Steve: rinunciare alla sua vita "normale" e far parte del circo itinerante. A tal scopo inscena la sua morte e si unisce ai nuovi compagni di vita scoprendo anche di avere poteri straordinari. Intanto Steve diventato una sorta di vampiro killer  ha rapito la sua famiglia. Darren lo deve fermare ma non volendo rassegnarsi all'idea di bere sangue umano è troppo debole per fermare l'ex amico....
Aiuto Vampiro:ovvero come castrare tutte le ambizioni di un film con un titolo idiota. 
Era davvero così brutto tradurre letteralmente Cirque Du Freak:The Vampire's Assistant
No, siccome siamo educati ai vampiri sdentati di Twilight invece di porre l'attenzione sul circo dei mostri come nel titolo originale nel titolo italiano ci si deve necessariamente concentrare sull'aiuto vampiro, quindi uno solo di tutti personaggi in campo
Poi se questa figura nel film non esiste ma si parla  solo un ragazzo che decide di abbandonare gli affetti familiari per seguire il vampiro Larten e il suo circo, beh chissenefrega...tanto chi vuoi  che capisca tra tutti i pecoroni ( poco numerosi in verità ) che hanno la ventura di vedere il film? 
Dispiace perchè questo film di Weitz è qualcosa più di un semplice teen movie orrorifico: le sue atmosfere malsane immerse in un circo spettrale sono riuscite , così come convince il discorso sul travaglio interiore del protagonista che in fondo decide di abbandonare amici e affetti familiari ( con tanto di resurrezione) solo perchè si accorge che in fondo non ha proprio nulla da abbandonare.

Solo un inesprimibile vuoto interiore. 
Weitz debutta finalmente nel cinema adulto? Non proprio, perchè qualche debolezza da dare in pasto ai popcorn eaters qua e là si manifesta con degli in­serti da commedia giovanile d'ambientazione scolastica che sembra simulare una delle tante sit com americane sui ragazzi a scuola. 
Altra cosa che lascia con un pò d'amaro in bocca è il dispiego di molti personaggi usa-e-getta che non sono approfonditi minimamente ma forse questo rientra nell'ottica di possibili sequels (il materiale letterario c'è) in cui si otterranno maggiori spiegazioni. 
Aiuto vampiro ha l'aria di essere un introduzione a una nuova saga che sembra diretta ad adolescenti un pò più scafati rispetto a quelli di Twilight: diciamo che è rivolta ai discepoli degli ultimi film di Harry Potter, quelli che sono cresciuti con la saga del maghetto quattrocchi con i suoi inconfondibili occhiali tondi.
E proprio per la sua funzione introduttiva appare interlocutorio. 
Apprezzabile il comparto di effetti speciali e la prova di un John C. Reilly assolutamente a suo agio in un personaggio ben sfaccettato. 
Altrettanto non si può dire dei due protagonisti teen, Chris Massoglia e Josh Hutcherson (non il classico teen ager americano mascellone, anzi un tizio veramente strano a partire dalla sua altezza). 
Un vero peccato che questo film sia passato praticamente inosservato perchè purtroppo i sequels programmati probabilmente  rimarranno solo sulla carta....

( VOTO : 7- / 10 )

  Cirque du Freak: The Vampire's Assistant (2009) on IMDb

Italia anni '70 - Holocaust 2000 ( 1977 )

Robert Caine è un'ingegnere americano che ha progettato di costruire una centrale termonucleare in Oriente, un qualcosa di potenza inaudita ma anche molto pericoloso. La moglie si oppone strenuamente (come altri, tipo un sacerdote che vede in quella centrale l'adempimento del progetto dell'Anticristo), ma viene uccisa in circostanze misteriose durante un party e sembra che il bersaglio dovesse essere proprio Robert il quale , sostenuto dal figlio Angel , prosegue nel suo progetto. Angel è a capo dell'azienda ma Robert si accorge che c'è qualcosa che non va in tutta la faccenda. E tutte le persone che cercano di mettere in dubbio l'attuazione del progetto muoiono. Anche Robert è in pericolo ed è sempre più convinto che Angel sia l'Anticristo e che compirà i suoi progetti malvagi al compimento del trentatreesimo anno di età.
L'unica salvezza è il figlio che Robert ha avuto da Sara, una giornalista. E' lui il Salvatore...
C'era un tempo in cui gente come Alberto De Martino e tanti altri facevano del cinema che quasi si può definire " a orecchio". Sentivano l'aria che tirava nel cinema internazionale di genere e poi replicavano in maniera più o meno creativa e su scala ridotta ( ma non tanto, ad esempio un film come Holocaust 2000 è realizzato con un cospicuo budget) grazie anche all'ausilio di sceneggiatori di talento come è il caso di Sergio Donati, che ha cosceneggiato questo film scritto a più mani e che vanta nel suo curriculum artistico alcuni  western di Sergio Leone e tante altre cosette gustose come ad esempio L'orca assassina scritto praticamente in contemporanea a questa produzione internazionale.
Era anche un tempo in cui dollaroni facili facili attiravano stars americane che avevano ormai imboccato la via del tramonto a fare una vacanza gita premio in Europa e mettere il loro professionismo da divo americano a disposizione del cinema europeo. E questo è il caso di gente come Kirk Douglas, divo tra i più grandi che nella seconda fase della sua carriera decise di darsi al cinema di genere, sia in Europa che negli USA.
Holocaust 2000 è un mix mefistofelico tra L'esorcista e Omen - Il presagio, realizzato appena un anno prima ma da semplice rip off dei due film citati la pellicola di De Martino ha avuto la fortuna ( voluta?) di anticipare i sequels di The Omen che a loro volta rimasticano alcune cose viste qui.
E forse è questa la ragione del suo successo a livello internazionale, della sua eco che ancora persiste.
Non perchè sia un gran film, perchè non lo è ma è riuscito da semplice rip off a elevarsi a precursore di produzioni americane sicuramente non memorabili  ma comunque importanti.
In Holocaust 2000 ci sono tanti temi ammassati che lo rendono abbastanza ambiguo pur nella sua ostentata superficialità: dopo un inizio in Oriente stile L'Esorcista il film tutto sembra fuorchè un horror anzi espone istanze sociali , ecologiste e cospirazioniste che hanno poco a che fare col genere di partenza.
E questo per una lunga prima parte in cui a tratti affiora anche un po' di noia ( il film ha un minutaggio importante, siamo sopra i 100 minuti).
Poi quando viene fuori la vera natura di Angel , Holocaust 2000 rivela la sua vera natura di horror che parla di Anticristo e affini e , grazie a una regia efficace oltre che a una confezione più che all'altezza ( musiche di Ennio Morricone, fotografia di Erico Menczer ) , finalmente riesce  a solleticare perlomeno il fan più irriducibile.
Ma forse è poco e tardi anche se la sequenza di Kirk Douglas  nel manicomio,  bloccato in una camicia di forza, chiuso in una stanza piena di manifestanti contro la sua centrale e che vogliono farlo letteralmente a pezzi, vale da sola il prezzo del  biglietto.
Holocaust 2000 è un prodotto alimentare , una coproduzione italoinglese assemblata con un cast di tutto rispetto ( ci sono anche Agostina Belli, Simon Ward e Adolfo Celi che fa la parte del medico, quasi a riecheggiare il mitico professor Sassaroli ) e confezionata a dovere ma che si rivela debole e confusa a livello di scrittura con ambizioni mal celate di critica sociale.
Ma ad Alberto De Martino bisogna esser grati non fosse altro perchè ci ha regalato qualche anno prima una piccola chicca come L'Anticristo.
Encomiabile Kirk Douglas che si impegna parecchio ma manca una storia convincente che sostenga il suo impegno.

( VOTO : 5 + / 10 )

Holocaust 2000 (1977) on IMDb

Jumat, 13 Desember 2013

Hunger Games: La ragazza di fuoco ( 2013 )

Dopo aver vinto assieme a Peeta i 74 esimi Hunger Games infrangendo la regola dell'unico vincitore assoluto, Katniss e lo stesso Peeta sono in tour nei vari distretti per calmare eventuali focolai di ribellione, loro che hanno ribaltato una delle regole principali dettate dai dittatori di Capitol City.La ribellione tuttavia serpeggia nei vari distretti e il grande capo Snow decide di indire degli Hunger Games molto speciali in cui parteciperanno solo vecchi vincitori dei giochi. Lo scopo è quello di eliminare Katniss senza far notare troppo la cosa. Proprio per il parco di concorrenti molto più temibili per i due è cosigliabile stringere delle alleanze. I 75 esimi Hunger Games cominciano e i morti  fioccano in abbondanza.Snow controlla tutto dall'alto, nella stanza dei bottoni, ma gli amici di Katniss hanno un piano per salvarla dalle grinfie del crudele dittatore....
Che dire che non sia stato già detto da altri? Poco o nulla soprattutto per uno che non era preciamente un fan del primo film.
Se quello lo avevo tollerato in qualche modo forse grazie soprattutto a Jennifer Lawrence, una di quelle eroine che esistevano una volta e che ora non si trovano più nelle sceneggiature, tosta e volitiva ma con una gran cu...ore di panna montata utile per i sospiri e le lacrime della numerosa audience, Hunger Games : la ragazza di fuoco è molto più faticoso da tollerare nonostante si rischi l'overdose della Lawrence che è presente praticamente in ogni inquadratura.
Se il primo aveva una patina di fantascienza distopica piuttosto gradevole ai miei occhi, qui viene portata via anche quella in favore di un intrigo da soap opera e di meccanismi semplici ed intellegibili studiati appositamente per una fruizione a neuroni a zero.
Hunger Games: La ragazza di fuoco è un film di avventure con un fondale fantasy posticcio, un one woman show di Jennifer Lawrence che viene messa ancora di più al centro della scena ( e te credo col successo che ha e con tutto quello che sarà costata) in una pellicola sostanzialmente priva di idee che cerca di essere un transito tra un primo capitolo introduttivo e un terzo che si vagheggia rivoluzionario al massimo anche se in nome della rivoluzione pare che sarà diviso in due film proprio come i vari Harry Potter e Twilight.
E proprio per questo suo carattere di transizione è caratterizzato da una parte introduttiva che è una specie di riassunto della puntata precedente e da un finale monco in attesa del capitolo successivo.
In mezzo c'è  il nulla sotto vuoto spinto e poi quella faccenda del non finale ti fa salire veramente l'embolo al cervello perchè aspettare un anno o giù di lì per sapere come va a finire è roba da far girare i cosiddetti a elica come ho già avuto modo di dire varie volte in passato.
Non ho letto i romanzi da cui origina la saga degli Hunger Games nè ho intenzione di farlo, quindi non posso fare confronti con la pagina scritta ma quella che doveva essere una saga rivoluzionaria anche per i canoni del cinema hollywoodiano, più che una bomba si sta rivelando un mortaretto, bagnato per giunta.
Se nel primo capitolo era importante soprattutto la cornice e il coro di personaggi che circondava i protagonisti, qui ci si concentra, nell'alveo perfetto della love story hollywoodiana prescritta nel manuale Cencelli dell'incasso, sul triangolo amoroso con Peeta che fa la figura di chi regge il moccolo quando ci sono in scena la Lawrence e l'Hemsworth moro (il fratello di Thor) che fisicamente appare molto meglio attrezzato per la grazie della Lawrence.
E i vari Tucci, Banks, Sutherland, Kravitz e la new entry Phillip Seyomour Hoffman ( che appare abbastanza pleonastico e avulso dai meccanismi della narrazione) fanno solo la figura dei minchioni vestiti e agghindati in modo ridicolo.
Ho letto e sto leggendo meraviglie di questo film : fermate il mondo perchè voglio scendere, io sto dall'altra parte della barricata assieme a pochi altri. Hunger Games è la solita macchina da soldi hollywoodiana travestita da film rivoluzionario, non un prodotto solo per teenager come i film del mago quattrocchi Harry Potter o dei vampiri sdentati di Twilight.
Avrà un target diverso ma per quanto mi riguarda il risultato è assolutamente sovrapponibile: baracconata ai limiti del sopportabile, in certi momenti anche oltre questo fantomatico limite, che non ha nulla di nuovo da raccontare.
Ma la Lawrence è bella e ha dimostrato, non tanto qui ma altrove, quanto sia brava.
I suoi fans avranno pane per i loro denti.
Gli altri avranno un polpettone Lost-esco con generose spruzzate di The Truman Show e l'aggravante di una durata ben oltre i limiti della portata vescicale come prescriveva Hitchcock.
Perchè quasi due ore e mezza di frantumamento di zebedei sono dure da sopportare...
Troppo dure.

( VOTO : 4,5 / 10 ) 

The Hunger Games: Catching Fire (2013) on IMDb